Pensioni 2020, giovani al lavoro fino a 71 anni con il contributivo

Le donne, in particolare, lasciano il lavoro a 61,5 anni, mentre gli uomini si fermano a 63,3 anni. Tutto ciò, però, innesca un problema: i lavoratori attuali e futuri non saranno in grado di sostenere il gettito del sistema pensionistico. Come conseguenza, dunque, occorrerà, secondo l’organizzazione parigina, aumentare l’età pensionabile, limitare le forme di pensionamento e adeguare i limiti attuali alla speranza di vita. Ciò significa rivedere anche le norme sugli anni di anzianità contributiva ( il meccanismo previsto dalla riforma Fornero rimane però bloccato fino al 2026 a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne). Per quanto riguarda i giovani, inoltre, inizia il regno del contributivo: i ragazzi del nuovo millennio potranno accedere alla pensione almeno a 71 anni.

Regime del contributivo: i limiti – Le forme di pensionamento anticipato che fino ad oggi sono in vigore in Italia hanno irrigidito il sistema. Infatti, i giovani potranno lasciare il lavoro a 71 anni di età con un’unica alternativa. L’accesso al pensionamento a 64 anni, infatti, potrà avvenire solo a patto di aver maturato un assegno pari a 2,8 (1.300 euro al mese). Secondo le prospettive lavorative attuali, però, sarà molto difficile.