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berlusconiIl voto per le Regionali allarma il Pd: con la nuova legge elttorale i dem rischiano la sconfitta

Dopo il voto per le Regionali scatta l’allarme in casa Pd. Il test delle urne ha consegnato una verità agli elettori: il Pd non è invincibile ed in sostanziale flessione.

Il blocco moderato riesce, se unito, ad essere competitivo e vincente. Il centrodestra con la vittoria di Toti in Liguria e quella di Zaia in Veneto ha dimostrato ampiamente di poter abbattere il mro del 40 per cento delle europee su cui dormiva sonni tranquilli il Pd. Ma adesso dopo il test amministrative gli occhi sono puntati a un voto nazionale: le politiche del 2018 o forse prima qualora Renzi dovesse gettare la spugna sotto i colpi fatali della minoranza dem. Se si andasse al voto con questo nuovo sistema elettorale il Pd potrebbe correre il serio rischio di roitrovarsi a terra dietro al centrodestra. Un’analisi di Roberto D’Alimonte sul Sole 24 Ore mostra come applicando i dati delle Regionali su base nazionale il centrodestra possa vincere alle politiche giocandosi poi un ballottaggio con il Pd.

Se Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Lega e Fratelli d’Italia) riescono a allearsi con Silvio Berlusconi (Forza Italia), il Pd con le sue liste dei presidenti resta sempre al 29,6%, come il M5S al 16 e spiccioli, mentre il centrodestra s’attesta al 32,2%. Con questo risultato Salvini, Meloni e Berlusconi hanno preso 200mila voti in più dei democratici e andrebbero al ballottaggio col Pd in testa. Un dato questo che allarma il Nazareno: i conti non tornano più e il 40 per cento è solo un ricordo già lontano divorato da un anno di governo Renzi.

3 giugno 2015

IlGiornale

ER

 

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