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Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl Ta in una lettera ai ministri Delrio, Calenda e Poletti: ‘Prima del tavolo via il tema del Regolamento’.

Salta l’incontro in programma alle 16.30 tra Alitalia e sindacati per riprendere la trattativa sul contratto. Dopo la Filt Cgil che ha smentito che oggi ci siano trattative, anche Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Ta confermano che non si presenteranno all’incontro.

I sindacati sono stati convocati ieri da Assaereo (l’associazione di Confindustria cui aderisce Alitalia), alla luce dell’incontro di ieri mattina tra l’a.d. di Alitalia e il ministro dello sviluppo Carlo Calenda. Che i sindacati non fossero intenzionati a tornare al tavolo era apparso chiaro già nella missiva inviata ieri sera ad Assaereo, e per conoscenza ai ministri Calenda (sviluppo), Delrio (trasporti) e Poletti (lavoro), in cui le quattro sigle dei trasporti chiedevano come “indispensabile”, prima di riprendere un confronto sul rinnovo del contratto, che si rimuovesse il tema del ‘Regolamento aziendale’ che dovrebbe entrare in vigore il primo di marzo.

Alitalia: Filt, oggi no trattativa, confermato sciopero  – “Smentiamo che oggi vi siano trattative”. Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil Nino Cortorillo in merito alla convocazione per il rinnovo del Ccnl da parte di Assaereo, spiegando che “la discussione sul contratto va fatta senza ultimatum e senza ricatti”. “E’ confermato invece – prosegue – lo sciopero di domani, 23 febbraio, dalle 14 alle 18, del trasporto aereo che riguarda Alitalia, le aziende di gestione aeroportuale e di handling, il personale di terra compagnie aeree straniere”.

Calenda, evitare iniziative unilaterali – “In un momento così delicato dell’azienda” Alitalia, “iniziative unilaterali sono a mio avviso sconsigliabili”. Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a Istanbul, dove partecipa a un forum economico italo-turco. Lo sciopero di domani “era incancellabile, anche perché ormai Alitalia aveva già cambiato su altri voli i clienti. Ma la cosa importante è che si ritorni a un modo di lavorare più armonico tra azienda e sindacato, e soprattutto a un confronto”.

Fonte Ansa

Roma, 23 febbraio 2017

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