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Tutto il centrodestra attacca Sumaya, esponente del Pd che è stata intervistata dalla tv araba

Un’intervista rilasciata all’interno del palazzo che ospita i gruppi consiliari del comune. Una troupe di Al Jazeera che, così, riesce ad entrare in un luogo comunque sensibile di Milano. E la paura, evidentemente tanta, che quelle immagini possano essere usate da altri per scopi ben diversi.

È psicosi attentati e terrorismo tra i consiglieri di Milano, soprattutto quelli di opposizione, che venerdì hanno sollevato il caso “Al Jazeera a palazzo Marino”.

Tutto è nato a causa di alcune immagini che la tv araba ha girato all’interno degli uffici di via Marino 7 – sede appunto dei gruppi consiliari – per un’intervista alla consigliera del Pd, musulmana, Sumaya.

“Si ritiene, a garanzia dell’incolumità dei dipendenti del Comune, che i luoghi di lavoro non debbano essere utilizzati per finalità di propaganda politica”, ha detto subito Mauro Cobelli, segretario aziendale Cisl fp Milano Metropoli, tra i primi ad infuocare la polemica.

Lo stesso Cobelli, poi, ha fatto riferimento alla recente strage di Londra, dove il 52enne Masood ha ucciso quattro persone – tra cui un poliziotto – durante l’attacco a Westminster. “Le riprese televisive in questione – ha accusato il sindacalista – potrebbero esporre i lavoratori a ulteriori rischi, ancora più attuali dopo il recentissimo attentato terroristico di Londra”.

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