Allarme zecca, in 30 anni boom di encefaliti: cosa si rischia e come prevenire

Si chiama “encefalite da morso”. Gli esperti hanno lanciato l’allarme: cosa sta accadendo e cosa fare.

Il cambiamento climatico degli ultimi anni ha portato ad una maggiore proliferazione della zecca e il numero di casi di encefalite da “morso” è aumentato di quasi il 400%: in Italia tre le Regioni ad alto rischio“

Con l’arrivo della stagione delle vacanze e delle escursioni all’aria aperta attenzione alle zecche e al loro “morso”. Questi parassiti costituiscono un’insidia sempre più frequente che può rivelarsi anche grave per la salute di adulti e bambini.

Negli ultimi 30 anni, il numero di casi di encefalite da zecca è aumentato di quasi il 400% in tutta Europa. Il cambiamento climatico degli ultimi anni ha portato ad una maggiore proliferazione della zecca in tutta Europa; in Italia le regioni più a rischio sono il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e il Trentino Alto Adige.

“E’ stato ampiamente dimostrato che le zecche possono trasmettere diverse malattie, dalla borreliosi di Lyme, alla rickettsiosi, alla febbre ricorrente e molte malattie virali. La più seria è sicuramente l’encefalite da zecca o TBE”, spiega Alberto Tomasi, direttore Area Funzionale Igiene Pubblica dell’Azienda Toscana Nord Ovest e presidente della Simvim, la Società italiana medicina dei viaggi e delle migrazioni.

“La diffusione delle zecche ha una spiegazione ambientale ed è correlata al forte cambiamento climatico degli ultimi anni e all’incremento della fauna selvatica che ha comportato il protrarsi dell’attività di questi parassiti dalla primavera all’autunno inoltrato e la colonizzazione di nuovi territori, anche prossimi alle aree urbane”.