Alluvione di Messina

SOS1307729L’alluvione di Messina del 2009 è stata una calamità naturale verificatasi in un’area ristretta della Sicilia nord-orientale causata da un violento nubifragio, iniziato nella serata del primo di ottobre 2009 e durato tutta la notte fino al mattino del giorno successivo. Il nubifragio ha provocato lo straripamento dei corsi d’acqua e diversi eventi franosi, a cui è seguito lo scivolamento a valle di colate di fango e detriti.
L’evento ha colpito una zona immediatamente a sud della città di Messina, lungo la costa ionica, che, malgrado la difficile orografia dei terreni, risulta fortemente antropizzata. I centri più colpiti sono stati Scaletta Marina, nel comune di Scaletta Zanclea e diverse località del comune di Messina: Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Si sono avuti anche ingenti danni nella frazione di Guidomandri Superiore e nelle altre località del comune di Scaletta Zanclea e nel comune di Itala.
Il disastro è avvenuto in una zona a elevato rischio idrogeologico, già colpita in precedenza da eventi franosi e alluvionali.
In seguito all’evento franoso, che ha investito anche la Strada statale 114 Orientale Sicula, l’autostrada A18 e la ferrovia Messina-Catania, numerosi paesi e frazioni sono rimasti totalmente isolati mentre si interrompevano anche le comunicazioni d’ogni tipo, con Messina e il resto del Paese, di tutta l’area orientale e ionica della Sicilia. Per qualche giorno si sono potuti utilizzare solo i collegamenti marittimi, il che ha ostacolato pesantemente il raggiungimento delle località colpite: la frazione di Altolia, ad esempio, è stata raggiunta dai soccorritori solo nella giornata del 3 ottobre.
Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, in alcune delle zone colpite sono caduti fino a 220/230 millimetri di precipitazioni nell’arco di 3-4 ore.

Lista dei comuni e delle frazioni colpite

ComuniProvinciaDanniVittime
Scaletta ZancleaMessinaIl fango ha invaso circa 700 metri del paese e distrutto numerose abitazioni. Danneggiato il palazzo del principe Ruffo.10
Messina
e frazioni
MessinaGiampilieri Superiore: Crollo di un costone roccioso. Seri danni, soprattutto a livello stradale e abitativo. Diversi edifici civili sono crollati.18
Altolia: Duecento abitanti bloccati nel paese fino al tre ottobre. Edifici anche qui danneggiati.
Molino: Diversi danni. Morta un’anziana donna nel crollo della sua casa.

Il sottosegretario Guido Bertolaso ha indicato nell’abusivismo edilizio una delle concause di quanto avvenuto. La procura di Messina ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, mentre la Commissione Europea si è dichiarata pronta ad intervenire se l’Italia chiederà aiuti economici.

Come spesso accade anche questa volta da più parti si sono innescate polemiche, a volte anche strumentali, che tuttavia hanno evidenziato alcune realtà di fatto quali concause del disastro:

  • l’abbandono del territorio in termini di coltivazione agricola e gestione forestale, specie dopo i ripetuti incendi degli ultimi decenni che hanno depauperato le difese naturali del territorio.
  • L’intensificarsi degli eventi di piogge torrenziali.
  • L’estrema lentezza burocratica nella definizione e messa a punto dei piani di protezione ambientale e di messa in sicurezza del territorio.
  • L’errata o carente valutazione delle aree a rischio: Giampilieri, ad esempio, non era compresa in tali elenchi.
  • La riduzione delle dotazioni finanziarie occorrenti allo scopo, dovuto a esigenze di programmazione finanziaria nazionale, regionale o locale.

In questo scenario, brillano gli episodi di solidarietà e di eroismo da parte di soccorritori volontari e istituzionali, come quello del giovane Simone Neri, sottocapo di prima classe della Marina, che perdeva la vita dopo aver messo in salvo 8 persone, nonché quelli dei tanti anonimi che si sono prodigati durante le ore tremende del fatto. La scuola elementare di Giampilieri che è stata il centro operativo dei soccorsi per la popolazione, una volta riconsegnata all’insegnamento è stata intitolata al giovane Simone Neri. (wikipedia)