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Gli scontri tra milizie rivali a Tripoli – racconta oggi libero – hanno costretto il governo di Fayez al Serraj a proclamare lo stato di emergenza. Sale quindi la tensione in Libia dove circa 400 detenuti sono evasi dal carcere della capitale.

“Sono riusciti a forzare l’apertura delle porte” e a fuggire da Ain zara, ha riferito la polizia, secondo quanto riporta la Bbc. Molti dei detenuti scappati sarebbero sostenitori dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, condannati per le violenze durante la rivolta del 2011.

L’intelligence italiana è in allarme. Gli alert su possibili attacchi terroristici nel nostro Paese sono al livello massimo. E poi c’è la questione immigrazione. L’Italia, che ha già pronte le forze speciali, ha fatto degli accordi per bloccare i flussi che però in caso di caos, sottolinea il Giornale, potrebbero riprendere.

L’invasione dunque è vicina con buona pace dell’Europa che ci considera un campo profughi. Peraltro su alcuni siti libici gira la notizia – falsa – che l’Italia avrebbe aiutato con mezzi aerei l’attacco di Al Serraj contro i ribelli a Tarhuna e che l’ambasciatore italiano Perrone sarà sostituito da un uomo ben visto dal generale Haftar.

Fake news dietro le quali potrebbero celarsi i francesi di Emmanuel Macron o qualche cellula terroristica che sta provando a creare il caos. Sui siti dei ribelli libici e sui social si parla di un assalto dei miliziani irregolari all’aeroporto di Tripoli.

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