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SOS1307254Roma, 14 settembre 2013 – Intervista di Massimo Martini all’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata.

Ambasciatore Terzi, la situazione Maro’ sempre più ingarbugliata…

Una vicenda incredibile che vede ancora i nostri valorosi uomini del reggimento San Marco, La Torre e Girone, trattenuti da cosi’ tanti mesi. Una vicenda dagli sviluppi del tutto surreali: nel corso del marzo scorso una decisione gravemente lesiva della dignità nazionale e dell’onore del nostro Paese e delle nostre forze armate ha fatto sì, purtroppo, che venissero rimandati in India. La situazione dipende dal quadro giuridico e processuale indiano, a questo punto, perchè si è adottata la linea di dare spazio alla giustizia indiana attraverso questa corte speciale, affinche’ si individuino le esatte responsabilità dei nostri due soldati. Lo scenario che viene ritenuto comunemente più probabile è quello che si arrivi ad una condanna auspicabilmente più lieve possibile sulla base della quale si possa poi far attivare il trattato ratificato sia dall’Italia sia dall’India negli scorsi mesi per lo scambio di persone detenute nei due paesi. Mi lasci dire comunque che io ritengo che La Torre e Girone debbano essere restituiti al più presto all’Italia senza alcuna condanna pendente nei loro confronti. È inammissibile, dopo le prove venute alla luce, che siano condannati.

Si parla di giurisdizione, è possibile che la NIA venga in Italia per ascoltare gli altri Marò presenti sulla nave?

Anche io ho letto delle indicazioni date dal governo italiano attraverso l’inviato speciale secondo le quali, non ritenendo in assoluto possibile che i quattro Marò vadano in india per testimoniare, l’alternativa che sarebbe stata proposta è quella che una missione dell’agenzia investigativa venga in Italia ad interrogare i 4 altri Marò. Ipotesi aberrante; non solo noi accettiamo la giurisdizione finale indiana in un caso che esula completamente da tale giurisdizione, addirittura accettiamo l’estensione di questa giurisdizione sul territorio del nostro Paese. Ma è questa perseveranza del governo su una linea del tutto sbagliata che non ha senso. Sulla base dell’articolo 287 del trattato sul diritto del mare, in tempi brevissimi il tribunale del diritto del mare nel giro di due settimane potrebbe già pronunciarsi ed emettere un provvedimento transitorio addirittura sulla legittimità o meno dell’India di trattenere i nostri due Marò. E potrebbe essere costituita una corte di arbitrato obbligatorio che in tempi di massimo 60 giorni potrebbe essere costituita ed iniziare a deliberare sulla ragione dell’Italia e dell’India in questa controversia.

Perchè il governo Letta oggi e il governo Monti prima non si sono mossi in questo senso?

Questi passi erano stati fatti dal governo Monti proprio in preparazione della decisione di trattenere i Marò: avevamo attivato il segretario generale delle Nazioni Unite, il quale aveva dichiarato ripetutamente che la controversia deve essere risolta secondo il diritto internazionale, che non vuol dire secondo il diritto interno indiano. C’era un’azione diplomatica ad ampio raggio che sosteneva le nostre tesi. Tutto questo è caduto nel nulla quando senza alcuna garanzia sufficiente, a marzo, i Marò sono stati riportati in India.

Negli ultimi mesi ci sono state alcune ricostruzioni giornalistiche che scagionerebbero i nostri militari, che cosa ne pensa?

Ho letto molto in merito a queste ricostruzioni e i resoconti in merito e mi sembrano plausibili; senza parlare della perizia balistica che le stesse autorità indiane ritengono piena di lacune. Del resto come non ricordare la strana vicenda del ritardo di 5 ore con il quale la difesa ha informato il ministero degli Esteri, l’autorizzazione data dal comando operativo interforze e dal comando navale della nave alla Enrica Lexie, su richiesta dell’armatore, per invertite la rotta e rientrare nelle acque territoriali indiane?

Possiamo definire la vicenda Marò la “caporetto” della diplomazia estera italiana?

È stata una vicenda che ha dimostrato come il nostro Paese non stia gestendo come deve le crisi che affronta. E questo a mio parere per un motivo fondamentale, posso citare il caso Marò ma posso citare anche il caso Battisti, che continua a godere del suo soggiorno in Brasile da persona libera dopo essere stato condannato all’ergastolo in Italia, il caso Chico Forti, perchè da noi manca un peso condiviso dell’interesse nazionale.

Massimo Martini

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