Anarchici scarcerati, la rabbia dei poliziotti “Tre giorni di carcere per aver devastato una città”

TORINO – Accusati di devastazione, porto e lancio di oggetti esplodenti, resistenza aggravata, blocco stradale, gli undici antagonisti arrestati sabato sera a Torino, mentre cercavano di sfuggire alle Forze dell’ordine, sono stati rilasciati questa mattina su disposizione del Gip e sottoposti ad obbligo di firma. «Il senso di impunità ampiamente dilagante, li avrà sicuramente fatti uscire da eroi nel loro contesto. Solo tre giorni di carcere per aver devastato una città».

È questo il commento di Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). “Se non si interviene sull’impianto normativo, inasprendo le pene per chi commette reati come quelli contestati agli antagonisti, questi saranno ‘invogliati’ a fare sempre peggio. Dopo due giorni di violenze e devastazione, tutti liberi. Questo – conclude – oltre a inficiare le regole di civile e pacifica convivenza, vanifica gli sforzi e il lavoro degli operatori delle forze dell’ordine”.

Di Lorenzo (Siap): “Pessimo segnale per le forze dell’ordine”
C’è anche chi, come i poliziotti del Siulp, vorrebbe una norma simile al Daspo per gli antagonisti. «Sarebbe il caso di cominciare a pensare seriamente ad un’aggravante specifica per i reati che vengono commessi durante le manifestazioni pubbliche», dice il segretario di Torino Eugenio Bravo. Per Pietro Di Lorenzo del Siap, la scarcerazione «non è una sorpresa ed è un pessimo segnale per le forze dell’ordine e i cittadini».



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