Vigili del fuoco, eroi dimenticati: “Anche questo governo ci nega l’Inail. Meglio morire che infortunarsi”

Ecco perchè dico che alla fine è meglio morire che infortunarsi. Lo so è una provocazione dura, fa male. Sembra cinismo – aggiunge Cipriani, che ha anche promosso una petizione, con la voce rotta dall’emozione – ma non ne possiamo più: almeno le famiglie delle vittime hanno la copertura del fondo vittime del dovere”.

Una provocazione che Luca condivide anche con un suo ex collega siciliano che gli ha scritto proprio in questi giorni: “Si chiama Angelo, e ora è in pensione – racconta Cipriani -. Quando aveva 40 anni ha avuto un incidente mentre soccorreva dei ragazzi con handicap, è precipitato dalla scala a ganci e si è rotto i calcagni.

Si è dovuto pagare addirittura il viaggio da Catania a Bologna per l’operazione. Il fratello Giacomo, pompiere anche lui, è morto in servizio e ora Angelo dice che gli è andata meglio, perchè gli eredi almeno hanno avuto il risarcimento”. Storie di vigili del fuoco, eroi dimenticati. (repubblica.it)