Un momento della protesta degli studenti del polo di scienze sociali dell'Università di Firenze contro la riforma dell'Isee varata dal governo Renzi. Un doppio presidio è stato organizzato da sigle studentesche di sinistra e destra. Firenze, 11 dicembre 2015. Le contestazioni erano state organizzate dopo che erano circolate voci sulla presenza del premier a un convegno in onore dell'economista Alessandro Petretto. Al convegno Renzi non ha poi preso parte, ma le manifestazioni si sono tenute comunque. ANSA/ MAURIZIO DEGL INNOCENTI
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Matteo Renzi non può più spostarsi per l’Italia senza rischiare di ricevere fischi e urla contrarie.

Un’accoglienza ben diversa da quella ricevuta da Obama, riservata al premier anche stamattina da studenti e disoccupati siciliani, prima a Palermo, dove ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico, e poi a Trapani, dove si è recato a un incontro organizzato dai comitati per il Sì.

Tensione e qualche tafferuglio con la polizia si sono registrati davanti al Teatro Massimo diPalermo dove studenti universitari e medi hanno contestato il presidente del Consiglio.

Il Collettivo Universitario autonomo parla di una “manifestazione numerosa”, circa “500 persone”: “Giunti alla fine della manifestazione davanti il Teatro Massimo il cordone di polizia ha caricato gli studenti presenti in piazza per contestare la presenza del premier a questa inutile passerella politica che prova a nascondere le miserie del sistema formativo e del mercato del lavoro”, denunciano gli antagonisti, “La militarizzazione di tutto il centro storico ha rovinato l’immagine della città e la passeggiata serena delle famiglie palermitane, solo per far parlare il premier in merito alla sua campagna elettorale”.

Poco dopo Renzi si è spostato a Trapani, dove la situazione non è stata diversa, seppur meno violenta: il presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato contestato al suo arrivo al cinema Ariston: un gruppo di persone, tra cui disoccupati e animalisti, ha gridato slogan contro il governo e il segretario del Pd.

“Dobbiamo volere bene a questi ragazzi che mi contestano, perché noi svolgiamo in tutta Italia una funzione sociale”, replica però il premier, “Diamo loro modo di esprimersi, dobbiamo volergli bene, anzi accogliamoli con un grande applauso e un grande abbraccio. Deve essere una vita terribile quella passata a lamentarsi soltanto a non avere un’idea ma attaccare solo gli altri”.

fonte Il Giornale

Roma, 23 ottobre 2016

 

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