Rivolta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: otto agenti feriti

E’ rientrata la tensione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove la scorsa mattina circa 50 detenuti hanno preso il controllo del reparto Danubio. E’ quanto si apprende da fonti sindacali.

“Non c’è alcuna autorità – aveva detto Leo Beneduci, segretario generale del sindacato Osapp Beneduci all’Adnkronos – nessuno che sia intervenuto a supporto. I poliziotti penitenziari sono da soli a fronteggiare queste violenze come del resto in tutti gli istituti d’Italia. Basta, vergognatevi. Chi paga le conseguenze di questo malgoverno delle carceri adesso siamo noi, ma domani saranno tutti i cittadini. Il ministro Bonafede è completamente assente, vergognatevi”, sottolinea.

Il Capo del DAP Bernardo Petralia ha immediatamente chiesto accertamenti urgenti.

La rivolta e il bilancio dell’ultima recente rivolta dei detenuti

Il bilancio delle 24 ore di follia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere lo racconta il sito L’occhio di Caserta. Sarebbero otto gli agenti feriti in servizio. Tutto è iniziato la scorsa sera, quando due detenuti, durante un accompagnamento verso l’infermeria hanno aggredito i poliziotti.

Ieri mattina i detenuti,  in 45 hanno provato a sequestrare un poliziotto e ad appiccare il fuoco in infermeria, sequestrando il reparto. per poi impossessarsi delle chiavi e liberare dalle celle gli altri. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 14.

Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti Mauro Palma

“A Santa Maria Capua Vetere la situazione è incandescente e forse qualche responsabilità di chi ha soffiato sul fuoco c’è. Da un lato continuo a sostenere che dobbiamo mantenere un riconoscimento nei confronti di tutti gli operatori carcerari, in particolare della Polizia penitenziaria che in questo periodo difficile ha garantito la continuità istituzionale; dall’altro lato, devo però dire che se c’è un’indagine in corso su comportamenti scorretti non va presa come un’offesa ma come un elemento di valore. Perché significa che la maggior parte del Corpo agisce correttamente, che possano esserci state condotte che non sono la normalità ma l’eccezione. E l’indagine è un riconoscimento”.

“Certo più discrezione e meno pubblicità riguardo all’operazione di notifica sarebbe stata opportuna”

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche