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La poliziotta aveva solo 53 anni: è stata uccisa da un male fulminante. I colleghi in divisa per l’ultimo saluto. Ne parla Francesca Gori in un articolo del Tirreno

Il suo sorriso la precedeva quasi. Il sorriso bello di una donna che aveva scelto un lavoro difficile e impegnativo, un lavoro che ha stretto tra le mani fino all’ultimo momento. Fino a quando, poco più di due mesi fa, è andata a donare il sangue e ha scoperto di avere una malattia terribile che l’ha uccisa due giorni fa.

Ieri alle 18, nella chiesa della Sacra famiglia, i colleghi di Angela De Bianchi si sono presentati al cospetto della bara che conteneva le sue spoglie con la divisa indosso.

C’erano tutti i poliziotti che con lei lavoravano all’Ufficio immigrazione, dove Angela è rimasta fino all’ultima. E c’erano anche tanti altri agenti che in questi 19 anni hanno condiviso il loro lavoro con Angela, incrociando il suo bel sorriso nei corridoi della questura.

I funerali di Angela De Bianchi

Sposata con Ciro, anche lui poliziotto da poco in pensione, Angela aveva due figli, Alessio e Simone, uno dei quali ha seguito le orme dei genitori e indossa la divisa al commissariato di Poggibonsi. Angela De Bianchi aveva lavorato per molti anni alla centrale operativa 113, poi era stata trasferita allo sportello dell’ufficio immigrazione della questura.

«La prima volta che la incontrai capii subito che era una persona speciale: ti accoglieva con un sorriso vero e sincero, chiaro segno di apertura verso il prossimo, sintomo di bontà d’animo e disinteresse», scrive un collega su Facebook. Parole per raccontare Angela che la descrivono per la donna straordinaria che era: presente, attenta, paziente: mai fuori luogo e sempre sorridente.

Una donna che indossava la divisa e che era mamma di due figli che amava tantissimo. Così come il marito, al quale era molto legata. Andavano in bicicletta insieme e Angela si predeva cura della sua cagnolina che non lasciava mai.

 

Angela De Bianchi

 

Con quei grandissimi occhi azzurri, la poliziotta dal bel sorriso, riusciva a dare una carezza a chi incontrava anche soltanto con lo sguardo. L’amore dei suoi familiari, il grandissimo affetto dei suoi colleghi, si è manifestato in tutta la sua bellezza ieri pomeriggio nella chiesa della Sacra Famiglia dove è stato celebrato il funerale.

Ad accogliere il feretro di Angela c’erano gli ex poliziotti dell’associazione nazionale della polizia di stato che si sono messi sugli attenti quando la bara che conteneva la salma della cinquantratreenne e tutti i suoi familiari e gli amici, quelli che facevano parte della sua grande famiglia della polizia e quelli che invece avevano avuto la fortuna di condividere un pezzo di strada con lei.

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