Animali nei lager, salute pubblica in pericolo: “Controlli seri e multe per salvare il made in Italy”

Animali in allevamenti lager, salute pubblica in pericolo: guardate che orrore in Italia

Telecamere nei macelli, obbligo di etichettatura, rotazione dei veterinari per controlli più efficienti: ecco la proposta di legge per riformare macelli e allevamenti intensivi “per il benessere animale e la salute pubblica”. Ne abbiamo parlato con il primo firmatario, Mirko Busto

Stalle invase da insetti e topi, maiali destinati alla produzione di prosciutti ammassati in capannoni fatiscenti, pulcini tritati vivi appena nati, veterinari collusi. Non sempre il “made in Italy” è sinonimo di benessere per gli animali. E non sempre, data la scarsa trasparenza nei confronti del consumatore finale, la salute pubblica viene tutelata.

“Il nostro Paese promuove in tutto il mondo la qualità dei suoi prodotti d’eccellenza, ma poi siamo al terzo posto in Europa per l’uso degli antibiotici negli allevamenti, dopo Cipro e Turchia”, ci dice Mirko Busto, deputato del Movimento 5 stelle in Commissione Ambiente e primo firmatario della proposta di legge sulla videosorveglianza nei macelli.

Dopo inchieste televisive shock, come quelle della giornalista Giulia Innocenzi – conduttrice della trasmissione “Animali come noi” su Rai2 – e dopo diverse interrogazioni parlamentari e ispezioni che hanno riscontrato degrado e illeciti negli allevamenti intensivi italiani, il M5s propone un pacchetto di proposte che – per ammissione dello stesso Busto – “non risolve il problema ma rappresenta un primo passo necessario, fondamentale”.