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“Vi prego portatemi a fare un giro. Io non ho nessuno che mi può aiutare né la possibilità di avere una badante”

Arrivati nellʼabitazione, gli agenti hanno trovato tutto in ordine e lei, dopo aver tentato una spiegazione, ha ammesso di essersi inventata tutto

Sola in casa da tempo, una ultranovantenne ha chiamato il 113 inventandosi una rapina nell’abitazione pur di avere un po’ di compagnia, quella di qualche poliziotto. L’incredibile storia è accaduta a Napoli, nel quartiere di San Carlo all’Arena, dove una pattuglia è arrivata di tutta fretta dopo l’allarme.

Chi ha chiamato il 113, si legge sulla “Stampa”, parlava di una rapina in casa di una donna anziana, che era stata legata dai malviventi.

Ma all’arrivo all’indirizzo indicato era tutto in ordine: nessun segno di violenza e l’anziana che, in apparenza, stava bene.

La donna ha provato a spiegare “Erano in tre e hanno preso i soldi”, ma poi ha subito ammesso: “Perdonatemi, è che sono sola, non esco di casa da un mese.

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Napoli, anziana chiama il 113 fingendo una rapina in casa: "Mi sentivo sola"

 

Non ho nessuno e non mi posso permettere una badante”, fino alla richiesta esplicita: “Non mi portereste a fare un giretto?”.

Gli agenti a questo punto si sono inteneriti e l’hanno accompagnata al bar per offrirle un cappuccino. Ma prima di riportarla a casa l’hanno condotta in chiesa e affidata al parroco dicendogli: “Padre, questa donna non può restare sola”.

Ed ecco l’aiuto del prete, che ha assicurato una persona che si prenderà cura di lei. Per una vera e propria “favola metropolitana” a lieto fine.

La signora, che si era inventata tutto – scrive il corriere del mezzogiorno – , era diventata nonna Ester e nel giro di pochi minuti era già fuori casa con i poliziotti. L’hanno accompagnata per un giro a piedi nel rione, le hanno fatto prendere un po’ di aria, il sole caldo d’estate e le hanno chiesto se aveva voglia di un caffè.

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“Io non ho fatto neanche colazione a dire il vero, mi sentivo sola e ho chiamato il 113 appena mi sono svegliata”. Così i poliziotti le hanno offerto cornetto e cappuccino freddo seduti al bar sotto casa.

 

 

Il suo era un sorriso splendente e ad ogni passo stringeva sempre di più il braccio all’agente che cercava di tranquillizzarla.

L’hanno portata in chiesa e mentre lei, seduta ad uno dei primi banchi, pregava con il Rosario tirato fuori dalla borsetta, i due agenti hanno chiesto di parlare con il parroco per raccontargli la storia di nonna Ester, della sua malinconia e del fatto che non sarebbe potuta rimanere da sola per tutta l’estate.

Il parroco non ci ha pensato su due volte e ha preso in consegna la nonnina che dalla prossima settimana avrà accanto una donna che la accudirà con amore e le terrà compagnia.

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