Condividi

Via libera del Senato al ddl delega di contrasto alla povertà che punta a introdurre il “reddito di inclusione”, una misura “unica a livello nazionale”, con “carattere universale” e “condizionata” alla “prova dei mezzi” attraverso l’Isee e che, secondo stime del governo, potrà interessare circa 400mila nuclei familiari con minori a carico, pari a un milione e 77mila persone. I voti a favore sono stati 138, i contrari 71 e le astensioni 21.

COS’E’ IL REDDITO DI INCLUSIONE – Un sostegno economico legato a doppio filo con politiche attive per il lavoro: potrà accedere al reddito di inclusione, infatti, chi aderisce “a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa”.

ORA PALLA AL GOVERNO – Il provvedimento è in seconda lettura e non è stato modificato a Palazzo Madama e dunque ha ottenuto il via libera definitivo del Parlamento. Ora il governo dovrà varare il decreto di attuazione della delega che definirà nel dettaglio i requisiti per l’accesso al reddito di inclusione.

COSA ACCADRA’ ORA – “Oggi abbiamo approvato la prima legge nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, il riordino delle prestazioni assistenziali e il rafforzamento del coordinamento degli interventi sui servizi sociali, voluta fortemente dal governo Renzi. L’esecutivo Gentiloni sta già lavorando ai decreti attuativi, perché il reddito di inclusione possa presto diventare una realtà, nel modo concreto che ci contraddistingue”. Lo ha detto la senatrice del Pd Nicoletta Favero, segretaria della commissione Lavoro.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteIL CARTELLO SHOCK IN UN NOTO SUPERMERCATO
Prossimo articoloIl fan non si può permettere il biglietto? La Mannoia lo umilia così: bufera sulla cantante