Cosa sappiamo fino ad ora della morte di Arafet Arfaoui, il tunisino fermato dalla Polizia

Riportiamo di seguito la ricostruzione fatta dalla redazione fiorentina di Repubblica.it rispetto il caso che sta facendo tanto discutere in questi giorni: la storia del tunisino morto durante un controllo della Polizia ad empoli

“Giovedì pomeriggio la polizia era stata chiamata dal proprietario del money transfer, che è anche un alimentari. Arfaoui era entrato nel negozio chiedendo di poter cambiare 40 euro. Poi era andato in bagno. Nel frattempo il titolare si sarebbe accorto che una banconota da 20 euro era falsa e dopo una discussione con Arfaoui, avrebbe avvertito il 113. Gli agenti e l’uomo avrebbero discusso per oltre un’ora nel locale. Arfaoui ha mostrato i documenti ma poi è schizzato fuori dal negozio e si è rifugiato in una macelleria distante pochi metri. Gli agenti lo hanno raggiunto e hanno cercato di calmarlo, ma lui è corso di nuovo fuori ed è rientrato nel money transfer. Qui, dopo alcuni minuti di parapiglia, i due poliziotti l’hanno ammanettato a terra e poi, visti i tentativi di liberarsi, hanno chiesto al titolare una corda per legargli le caviglie e impedirgli di scalciare. Una piccola corda che – secondo quanto emerso – sarebbe stata comunque legata con un nodo “largo”. L’uomo è rimasto a terra per diversi minuti, ammanettato: secondo le prime testimonianze gli agenti non avrebbero esercitato pressione sul corpo e si sarebbero limitati a contenere i suoi tentativi di dimentarsi. Non sarebbe mai stato messo a pancia in sotto, ma sempre sul fianco.

Alle 18.30 gli agenti hanno chiamato il 118, arrivato con l’automedica e un’ambulanza. Ed è a questo punto che, nelle varie versioni di chi era presente, c’è qualche discrepanza a cui l’inchiesta è chiamata a rispondere. Gli agenti avrebbero messo a verbale che all’arrivo della dottoressa l’uomo era ancora agitatissimo mentre lei non avrebbe indicato nel suo racconto un particolare stato di alterazione. Resta anche da chiarire il tempo trascorso tra l’arrivo del 118 e il malore avuto dall’uomo. Ad avvisare la dottoressa sarebbero stati proprio gli agenti. I tentativi di rianimazione sono durati 50 minuti. Ricostruzioni che ora le immagini delle telecamere dovranno validare.”

“Io rispetto le vittime e i loro familiari, chiedo che analogo rispetto sia riferito a uomini e donne che lavorano per riaffermare le legalità”, ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Se qualcuno ha sbagliato pagherà per un giusto processo e non per le farneticazioni del tribuno di turno”, ha concluso. Ben altro tono invece quello usato da Matteo Salvini nelle scorse ore “Se i poliziotti non possono usare le manette, che fanno, offrono cappuccio e brioche?”.

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