Assolto Arciere, il braccio destro di Ultimo che arrestò Totò Riina: “Non fu complice dei ladri”

Assolto Riccardo Ravera: aveva arrestato Totò Riina

Riccardo Ravera è stato assolto

Ma Riccardo Ravera è un nome che poco dirà al cittadino comune. Anzi, quasi nulla.

Eppure, la sua storia dovrebbe essere addirittura urlata, sbattuta in faccia a tutti

“Arciere” era il braccio destro del capitano “Ultimo”. Un vicebrigadiere della Crimor, squadra del Ros che il 15 gennaio 1993 aveva catturato Totò Riina.

Quindici anni dopo, però, alcuni colleghi lo arrestano e nel 2014 viene condannato a sedici mesi di carcere per falso ideologico in atto pubblico commesso per aiutare dei ladri di oggetti d’arte

Riccardo Ravera è il maresciallo, ex braccio destro del “capitano Ultimo”, accusato nel 2014 di aver avuto un ruolo interessato nel ritrovamento di mobili e opere d’arte dopo un maxifurto nella Palazzina di Caccia sabauda alle porte di Torino

La storia è complessa. La Corte d’Appello di Torino lo ha assolto pochi giorni fa dall’accusa di falso “perché il fatto non sussiste”: era la sola imputazione rimasta in piedi dopo che si è prescritto il favoreggiamento.

A scagionarloracconta Repubblicaè stato uno dei fratelli Decolombi, i sinti condannati per il furto, che ha reso dichiarazioni ai giudici in suo favore.

Arciere era accusato di aver scritto una annotazione di servizio, nel pieno della trattativa per la restituzione della refurtiva, dove dichiarava il falso: che i mobili fossero in parverso i Paesi arabi, e che i ladri chiedevano 500mila euro per bloccare il viaggio.

 

 

Dalla ricostruzione degli inquirenti risultò, invece, che era stato lui a offrire la ricompensa ai sinti: “E secondo il gip il viaggio verso Oriente era un parto della fantasia del maresciallo.

Ma nel corso del processo d’appello a Ravera, assistito dagli avvocati Fabrizio Siggia e Francesco Romito, è arrivato il colpo di scena: Decolombi ha riferito di essere stato lui a raccontare del trasloco imminente dei beni. La relazione, dunque, non era affatto falsa” riporta ancora Repubblica

E adesso chi ripagherà dei danni subiti, questo maresciallo dell’Arma dei carabinieri, conosciuto come “Arciere” colui che, nel 1993, con il capitano “Ultimo”, aveva messo le manette al capo dei capi della mafia Totò Riina?

Chi pagherà per l’arresto di Ravera, nella sua casa di Piscina il 17 marzo del 2008? 

Chi pagherà per tutto il fango che gli è stato tirato addosso?

Chi lo ripagherà per aver lasciato l’Arma dei Carabinieri? Chi lo ripagherà delle umiliazioni subite, della sofferenza della sua famiglia?

 

 

Ravera è rimasto l’uomo di sempre, non cerca vendette, ma a una nostra domanda così risponde: “Voglio ringraziare i giudici che hanno deciso sui fatti e non sui teoremi”.
Questo è Riccardo Ravera, chi lo ripagherà?

si chiede giustamente il quotidiano “la voce pinerolese”

Nella foto di Dario Mongiello, Riccardo Ravera (a destra) in servizio a Pinerolo. Con lui l’ex comandante della compagnia dei carabinieri di Pinerolo Massimiliano Puca – FOTO LA VOCE PINEROLESE

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