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Sono quattro milioni in Italia, ottocentomila dei quali in stato di indigenza.. Sono i casi di Genova, Pescara e Napoli. E’ notizia di Febbraio che a Genova trenta alloggi a canone moderato destinati a genitori divorziati con un’attenzione particolare per i padri separati, sono pronti per essere assegnati a Genova da Arte, l’azienda territoriale per l’edilizia pubblica, a altrettanti cittadini che rientreranno nei parametri della graduatoria. Lo ha annunciato Paolo Gallo, dirigente di Arte Genova, durante la commissione consiliare in Comune dedicata al tema dell’edilizia residenziale pubblica, rispondendo a alcuni referenti dell’associazione Padri separati

Gli appartamenti, ristrutturati o realizzati ex novo attraverso l’uso di fondi regionali, nazionali e in parte dalla stessa azienda pubblica, si trovano in diversi quartieri della città. A pescara, recentemente il comune ha annunciato un progetto di sostegno al coniuge separato in situazione di difficoltà economica. L’esecutivo promuove con l’atto approvato di recente l’istituzione di un progetto di cohousing, al fine di dare un tetto a quanti, dovendo lasciare la casa comune, non possano fare riferimento alla rete parentale per avere alloggio e un servizio mensa, per sollevare i soggetti in difficoltà sia dalle spese alimentari, sia dalla preparazione dei pasti, in mancanza di una casa alternativa. Si tratta di sostegno temporaneo, finché perdura lo stato di difficoltà, finalizzato ad aiutare il coniuge separato anche a relazionarsi ai figli, secondo quanto disposto dal giudice. Entrambe le misure hanno copertura finanziaria e strutture di riferimento per diventare operative in tempi brevissimi.

Un’altra importante realtà va segnalata anche a Napoli, dove nasce la “Casa dei papà”, che sarà inaugurata sabato alle 9.30. “Il progetto – dice Luigi Carbone, presidente dell’associazione promotrice Giovani per San Vincenzo – è nato due anni fa, alla luce di un rapporto della fondazione Zancan e della Caritas in cui si spiega come gran parte dei padri separati in difficoltà sia proprio tra Napoli e provincia”. L’immobile, di oltre trecento metri quadri a via Santa Luisa de Marillac (zona Arco Mirelli), è stato offerto in gestione dalle suore “Figlie della Carità di San Vincenzo dei Paoli”. Comprende cinque stanze da letto, un soggiorno e un’area giochi per bambini.

“La Casa dei papà – riprende Carbone – è stata finanziata con un crowdfunding aperto sulla piattaforma Meridonare. Ci ha aiutato molto la fondazione Grimaldi, i mobili sono stati donati da Mondo Convenienza e abbiamo ricevuto ulteriori offerte da parrocchie e cittadini, raccogliendo più di 30mila euro”. Cinque posti letto per una platea di numerosi padri indigenti sono pochi, ma “rappresentano un primo, piccolo passo a sostegno di queste persone – sottolinea Carbone – ormai sempre più spesso definite come “nuovi poveri”. Sulla nostra pagina Fb abbiamo avuto già più di 300 richieste”. I papà potranno alloggiare per un massimo di 18 mesi. Ogni stanza da letto dispone anche di una branda extra per i figli in visita.

L’accesso dei primi inquilini – si legge su repubblica.napoli.it – è gestito da una commissione ad hoc, composta da due psicologhe, Clara Capraro e Martina Missano, un avvocato, Anna Palumbo e l’assessore comunale Monica Buonanno, con delega al Diritto all’abitare. I requisiti principali sono reddito basso e una concreta situazione di difficoltà. La commissione seguirà mese dopo mese i padri, aiutandoli anche con eventuali consulenze legali, sostegno psicologico e ricerca di lavoro.

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