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Sono quattro milioni in Italia, ottocentomila dei quali in stato di indigenza.. Segnaliamo una splendida iniziativa a Genova in favore dei padri separati. Trenta alloggi a canone moderato destinati a genitori divorziati con un’attenzione particolare per i padri separati, sono pronti per essere assegnati a Genova da Arte, l’azienda territoriale per l’edilizia pubblica, a altrettanti cittadini che rientreranno nei parametri della graduatoria. Lo ha annunciato Paolo Gallo, dirigente di Arte Genova, durante la commissione consiliare in Comune dedicata al tema dell’edilizia residenziale pubblica, rispondendo a alcuni referenti dell’associazione Padri separati di Genova.

Gli appartamenti, ristrutturati o realizzati ex novo attraverso l’uso di fondi regionali, nazionali e in parte dalla stessa azienda pubblica, si trovano in diversi quartieri della città, da Quarto Alta al Cep di Voltri, dalla Valpolcevera alla Valbisagno e avranno un prezzo di affitto a partire da circa 150 euro mensili. A partire dalla prossima settimana il bando e il modulo per le manifestazioni di interesse saranno messi in rete sul sito di Arte Genova.

Un’altra importante realtà va segnalata anche a Napoli, dove nasce la “Casa dei papà”, la prima a Napoli, che sarà inaugurata sabato alle 9.30. “Il progetto – dice Luigi Carbone, presidente dell’associazione promotrice Giovani per San Vincenzo – è nato due anni fa, alla luce di un rapporto della fondazione Zancan e della Caritas in cui si spiega come gran parte dei padri separati in difficoltà sia proprio tra Napoli e provincia”. L’immobile, di oltre trecento metri quadri a via Santa Luisa de Marillac (zona Arco Mirelli), è stato offerto in gestione dalle suore “Figlie della Carità di San Vincenzo dei Paoli”. Comprende cinque stanze da letto, un soggiorno e un’area giochi per bambini.

“La Casa dei papà – riprende Carbone – è stata finanziata con un crowdfunding aperto sulla piattaforma Meridonare. Ci ha aiutato molto la fondazione Grimaldi, i mobili sono stati donati da Mondo Convenienza e abbiamo ricevuto ulteriori offerte da parrocchie e cittadini, raccogliendo più di 30mila euro”. Cinque posti letto per una platea di numerosi padri indigenti sono pochi, ma “rappresentano un primo, piccolo passo a sostegno di queste persone – sottolinea Carbone – ormai sempre più spesso definite come “nuovi poveri”. Sulla nostra pagina Fb abbiamo avuto già più di 300 richieste”. I papà potranno alloggiare per un massimo di 18 mesi. Ogni stanza da letto dispone anche di una branda extra per i figli in visita.

L’accesso dei primi inquilini – si legge su repubblica.napoli.it – è gestito da una commissione ad hoc, composta da due psicologhe, Clara Capraro e Martina Missano, un avvocato, Anna Palumbo e l’assessore comunale Monica Buonanno, con delega al Diritto all’abitare. I requisiti principali sono reddito basso e una concreta situazione di difficoltà. La commissione seguirà mese dopo mese i padri, aiutandoli anche con eventuali consulenze legali, sostegno psicologico e ricerca di lavoro.

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