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pedofilia1Bergamo, 19 febbraio 2014 – Avrebbe compiuto più volte atti sessuali con due fratelli, all’epoca minorenni, che accompagnava ad alcuni appuntamenti dell’associazione di cui sia lui, sia loro, facevano parte. Con questa accusa un trentanovenne bergamasco è finito a processo martedì 18 febbraio in Tribunale di Bergamo.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra il 2002 e il 2005, quando i due fratelli avevano rispettivamente dai 14 ai 18 anni, e dai 12 ai 16. L’inchiesta del sostituto procuratore Carmen Pugliese è invece cominciata più tardi, quando i due fratelli, divenuti maggiorenni, si sono decisi a sporgere denuncia per i presunti abusi subiti.

Numerosi gli episodi contestati dalla pubblica accusa, che sarebbero avvenuti in auto, nell’abitazione dei fratelli dove l’uomo spesso si recava per visite di cortesia, ma anche nelle camere d’albergo in occasione di incontri in trasferta (anche all’estero) dell’associazione di cui i tre facevano parte.

Il pm contesta al trentanovenne l’accusa di atti sessuali con minorenni. Il Codice penale punisce tali comportamenti se le vittime (anche se consenzienti) hanno un’età inferiore ai quattordici anni, ma anche se hanno un’età inferiore ai sedici, se a commetterli è persona a cui i minori erano affidati «per ragioni di vigilanza o custodia».

Fonte: L’Eco di Bergamo

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