Avvocati e notai diventano delatori per legge

Si tratta di un legittimo orientamento politico che lascia spazio a due dubbi interpretativi. Il primo è quello del quale abbiamo accennato e che l’esperto fiscalista Paolo Duranti dello Studio Mazzocchi & Associati sintetizza così. «Per mere esigenze di cassa il consulente può andare in azienda la mattina, denunciare all’Agenzia delle Entrate il pomeriggio e tornare in azienda il giorno seguente», commenta. È chiaro che in un sistema così strutturato anche l’arbitraggio fiscale, come l’incasso di dividendi in Paesi soggetti a tassazione più bassa del nostro mediante scatole societarie ad hoc, diventerà sempre più rischioso, soprattutto se il nostro fiduciario può denunciarci.

Ma poniamo che tutto questo sia giusto perché, come si diceva ai tempi di Prodi, «le tasse sono una cosa bellissima». Il denunciante anonimo, ancorché il decreto legislativo lo preveda, non è al riparo da ritorsioni, cioè dal rischio di licenziamento per aver rivelato un segreto e reso meno affidabile dei competitor l’azienda. Questo perché, come detto, non c’è ancora la legge sul whistleblowing. La fretta di aumentare gli incassi fiscali fa le pentole, ma non i coperchi.

Roma, 5 marzo 2017
fonte ilGiornale

 

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche