Veneto, aziende meccaniche in crisi: non trovano operai

Se ne sono presentati 15. Nel sentire che avrebbero dovuto fare un po’ di gavetta in officina, storcevano il muso. D’altra parte – dice – non posso inserirli subito nell’ufficio tecnico. Il fatto è che la scuola non li prepara all’approccio col mestiere per cui si stanno formando. Bisogna migliorare la messa a fuoco dell’alternanza scuola-lavoro. Sottolineare, poi, che se pure ci si sporca le mani, la metalmeccanica è un ambito in continua evoluzione. E in cui la ‘fase controllo- prodotto’ stuzzica il cervello”.

Confapi Padova denuncia (pure) che se nella ricerca di diplomati una su 2 va a vuoto, in quella degli ingegneri meccanici va ancora peggio: la difficoltà di reperirli supera il 70%. “Scuole e università devono tener conto della specificità del territorio – nota il presidente Carlo Valerio – e adeguare i corsi. In Veneto e nella nostra provincia in particolare, esiste un tessuto di aziende metalmeccaniche solide che lavorano per conto terzi ed esportano moltissimo in Germania. Aziende che hanno bisogno di giovani a cui passare il testimone: cultura, cioè, della manifattura e della trasformazione meccanica. Rischiamo il paradosso: che le aziende si svuotino non per mancanza di lavoro, ma di lavoratori…”

corriere.it

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