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La Polizia ha arrestato la 30enne Valentina Casa, madre del piccolo di 8 anni ucciso a botte a Cardito (Napoli) dal patrigno Tony Essobti Badre – tuttora in carcere – nello scorso mese di gennaio. Al pestaggio, che aveva coinvolto anche la sorellina della vittima, rimasta fortunatamente solo ferita, aveva assistito anche la donna, che si era difesa dicendo di essere sotto shock durante il fatto, e di non essere riuscita a fare nulla. I poliziotti hanno eseguito un’ulteriore ordinanza a carico di Badre per il tentato omicidio della sorella del bimbo.

Secondo quanto raccontato dal Messaggero “Per il Gip la donna non solo sarebbe rimasta inerte durante il pestaggio, pur avendo il dovere di intervenire a protezione dei figli, ma invece di chiamare i soccorsi si sarebbe prodigata a cancellare le tracce del reato. Il 24enne – è emerso dalle indagini – avrebbe perso la testa perché i bambini avrebbero rotto la sponda del letto comprato da poco. Ad eseguire il provvedimento stamani sono stati gli uomini della Polizia di Stato. Già immediatamente dopo la drammatica vicenda, la Procura di Napoli Nord aveva svolto accertamenti sulla donna, non credendo alla versione che lei aveva fornito inizialmente”

Agli investigatori la giovane mamma aveva detto di essere stata colpita da un blocco psico-fisico che le aveva impedito di fermare il compagno che pestava i figli. Dopo la tragedia Valentina si era rifugiata dai parenti a Massa Lubrense, comune della penisola sorrentina di cui è originaria

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