Bambini travestiti da bambine (con l’appoggio della Regione)

Tra le sigle associate al festival c’è la manifestazione “Sardegna queer”, già beneficiaria di contributi regionali, e l’Associazione Arc onlus (una delle maggiori sigle del mondo Lgbt sardo, ndr), che sul proprio sito ringrazia anche l’Assessorato della pubblica istruzione della Regione autonoma per il sostegno. E qui si apre un piccolo giallo: perché gli uffici dell’assessorato smentiscono che da loro sia mai giunto un qualsiasi finanziamento, mentre l’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino conferma l’assenza di contributi pubblici ma garantisce che “se ci fossero stati, ne saremmo stati fieri”.

Orrù, che è anche vicepresidente della Commissione sanità in Consiglio regionale, ha chiesto al prefetto di Cagliari l’annullamento della manifestazione: “Si tratta – ha spiegato – Di una provocazione inaudita offensiva del pubblico oltre che del buonsenso civile.”

Contro il festival dell’orgoglio lesbico (e contro il laboratorio di travestimenti per bambini) si è scagliato anche Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia: “Non ho parole per laboratori che coinvolgono bambini tra i 4 e i 9 anni in cui si devono travestire, magari i maschietti da principesse e le femminucce da principi azzurri. La speranza è che il Comune non fosse informato”. Per ora, però, dalle istituzioni non sono arrivate prese di posizioni ufficiali: il festival, salvo smentite, si farà.

Roma, 10 marzo 2016

fonte IlGiornale