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Dovevano essere affidati ai servizi sociali, ma nessuno li ha più trovati. ‘Le Iene’, dopo aver portato alla luce un quadro di estremo e vergognoso degrado, scoprono il retroscena agghiacciante di una vicenda che sembrava destinata a concludersi con un lieto fine.

Il programma Mediaset aveva scoperto un giro di prostituzione minorile di bimbi rom, quasi tutti slavi, di età compresa tra gli otto e i 15 anni che si vendevano a adulti di entrambi i sessi, spesso molto anziani e facoltosi, nei pressi di Bari. Di particolare impressione era il tariffario, che sembra aumentare al diminuire dell’età. Costretti dalle loro famiglie, questi bimbi dovevano essere affidati ai servizi sociali dopo l’intervento de ‘Le Iene’, ma sono scomparsi dal campo dove alloggiavano e nessuno sembra sapere più dove siano.

Solo una 14enne si era allontanata da sola: si tratta di Nezira, è di origini bosniache ed era anche comparsa nel servizio della trasmissione. A quanto pare, cercava di fuggire dalla famiglia che la vendeva come schiava sessuale e si era rifugiata in una comunità di suore. Pochi giorni dopo, però, la nuova fuga: ora è ufficialmente scomparsa. «Non siamo un carcere, la gente può andare via», commenta una religiosa.

Nadia Toffa ha chiesto spiegazioni ai servizi sociali. «Queste sono informazioni top secret, c’è un’indagine in corso a 360° e non possiamo rilasciare dichiarazioni. Anche se sapessimo dove si trovano, non potremmo dirvelo. Sono tutti senza residenza, di questo si occupa l’ufficio immigrazione», spiega un’assistente sociale. All’ufficio immigrazione, infine, la conferma che lascia indignati e delusi: «L’affidamento deve avvenire per ordine del tribunale, ma quei ragazzi non ci sono mai stati affidati».

Leggo

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