“Barricate al porto, persone incatenate: è rivolta”. Italia, la città pronta a tutto per fermare l’invasione

Il punto è che pesa, e tantissimo, il precedente del 2011, quando l’ex caserma De Carolis fu trasformata in un centro di prima assistenza e trasformata in ricovero per più di 700 migranti. “Li portarono nel cuore della notte – ricorda sempre al quotidiano capitolino Marinella Scaccia, a capo del comitato di quartiere No Migranti – e in meno di un anno successe di tutto: aggressioni, furti, saccheggi, faremo quello che serve, siamo disposti a incatenarci per evitare di rivivere quei momenti”.

Le voci della rivolta si moltiplicano. In prima linea i residenti: “Se pensano di farci rivivere quell’incubo – spiega Bruno Ferraccioli, residente nella piazzetta che guarda la chiesa San Pio X – sarà la rivolta: io accoltellamenti e risse non ne voglio più vedere”. E il prossimo lunedì, due comitati di quartiere andranno in Municipio per chiedere spiegazioni. Civitavecchia, per evitare l’invasione, è pronta a tutto.

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