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ospedaleL’associazione per i diritti dei detenuti Yairaiha Onlus, interviene sulla morte del detenuto avvenuta a Catanzaro, a causa di un batterio molto pericoloso, di cui era stata sottovalutata la gravità del problema.

Una morte assurda quella di Michele Rotella, 75 anni, presso l’ospedale di Catanzaro. Era stato trasferito presso il carcere di Siano da poche settimane, negli ultimi giorni accusava i malori tipici delle enteriti ma, evidentemente, è stata sottovalutata la gravità del problema. Dai primi accertamenti effettuati presso il nosocomio catanzarese, risulta essere deceduto per clostridium difficilis, un batterio purtroppo molto pericoloso e resistente, che negli ultimi anni sta registrando “un aumento della frequenza, oltre che della gravità, delle Infezioni da Clostridium Difficile (Icd o Cdi, Clostridium Difficile Infections, o Cdad, Clostridium Difficile Associated Disease) sia in ambiente intra- che extra-ospedaliero, associate ad una elevata probabilità di recidiva dopo il trattamento.

Le cause dell’incremento di incidenza e di severità delle Cdi non sono del tutto chiare e sono tuttora oggetto di analisi. Si tratta di un batterio, gram-positivo, anaerobio e sporigeno (ovvero capace di sporulare, di generare spore). Le spore sono dotate di una membrana particolarmente resistente, sia alle escursioni termiche che all’attacco chimico dei comuni disinfettanti.” Come associazione per i diritti dei detenuti, siamo molto preoccupati del possibile rischio di epidemia che potrebbe verificarsi all’interno della struttura detentiva di Siano. Detta preoccupazione trova ragione nella patologia che pare abbia portato al decesso improvviso del detenuto.

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