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Quando hanno saputo che nella compilation dell’asilo comunale dei loro figli, tra i vari brani, vi era anche “Bella Ciao“, alcuni genitori sono rimasti perplessi e hanno prima scritto una mail alla scuola e poi una lettera alla stampa e al Comune per chiedere spiegazioni, facendo scoppiare una vera e propria polemica, e suscitando anche la protesta di alcuni partiti politici che poco hanno gradito la decisione di alcune maestre.
Succede a Bologna, precisamente all’istituto Pezzoli di via Portazza, dove, come riporta Il Resto del Carlino, la questione legata all’impiego del famoso canto della Resistenza ha creato qualche malumore all’interno dell’amministrazione cittadina.
“Solo nella Rossa Bologna – ha commentato il consigliere comunale Francesco Sassone (Forza Italia) – può accadere che l’amministrazione comunale trovi normale e giustificabile che in un proprio nido si faccia ascoltare e cantare a bambini di poco più di due anni una canzone il cui testo, oltre ad avere chiari ed espliciti connotati politici che non devono e non possono entrare non solo in un nido, ma anche nelle scuole, non si può ritenere adatto a bambini di quell’età”.

“UN CASO FORTUITO”

All’interno della compilation, oltre a “Bella Ciao”, ci sono anche altre canzoncine per bimbi come “Papaveri e papere” e filastrocche, che generalmente le maestre fanno ascoltare ai piccoli alunni subito dopo il pranzo e per il Comune non ci sarebbe nessun elemento “inopportuno”, si tratterebbe semplicemente di un canto come un altro con il quale intrattenere i bambini, tutti di età compresa tra i 18 e i 36 mesi. Al genitore che ha chiesto spiegazioni, Palazzo d’Accursio ha spiegato che nessun chiarimento è stato ancora chiesto alle maestre sul momento, che “viene tutelata la sensibilità di tutti, ma che si tratta di un caso fortuito senza alcuna connotazione politica“.

Ad ogni modo, non è la prima volta che a Bologna si verifica un episodio del genere: lo scorso Natale sempre “Bella Ciao” era stato intonato dal coro della chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù ed anche allora c’erano state numerose polemiche tra il parroco e Forza Italia,  con il parlamentare Galeazzo Bignami, che aveva definito “inaccettabile che un canto di guerra partigiano (cioè di una parte) e divisivo, connotato evidentemente e notoriamente da un significato politico, venga eseguito in quel contesto e in questo momento”.

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