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Vent’anni, occhi scuri, mora, una bellezza adolescenziale sbocciata che come tutte le ragazze della sua età ha voglia di indipendenza. È nata in Marocco, ma vive in Italia da quando ha 7 anni: qui ha fatto le scuole e studiato fino al diploma. Venerdì pomeriggio a Livorno Ferraris, comune di poco più di 4300 abitanti nella provincia vercellese, suo padre El Moustafa ha cercato di investirla con l’auto dopo l’ennesima discussione.

A Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli, un uomo ha aggredito la figlia, cercando di investirla con l’auto . L’uomo, un 50enne di origine marocchina, è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio e maltrattamenti. L’episodio è avvenuto venerdì in paese dove la famiglia abita da diversi anni; il padre ha messo in moto l’auto e ha cercato di mettere sotto la figlia di 20 anni.

 

La giovane è stata colpita solo di striscio: portata in ospedale, è stata dimessa con una prognosi di pochi giorni. Ora l’uomo si trova in carcere. La giovane è molto conosciuta in paese, gioca nella locale squadra di basket e non ha mai messo il velo.

Secondo le prime ricostruzioni, il gesto del padre sarebbe stato riconducibile all’atteggiamento della ragazza che “voleva vivere all’italiana”, inteso all’occidentale. I dissapori familiari andavano avanti

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da tempo, in un contesto di rapporti tra padre e figlia ampiamente deteriorati, dove un genitore particolarmente dominante, se non “padrone”, voleva determinare le decisioni della ragazza. Gli inquirenti, che devono ancora approfondire la vicenda, spiegano – per voce del comandante provinciale dei carabinieri di Vercelli, Andrea Ronchey – che l’episodio “sarebbe comunque da ricondurre a un retaggio culturale prima che religioso”.Precisano anche che “non ci sono al momento segni che inducano a posizioni di radicalizzazione” dell’uomo. La famiglia musulmana, che vive da 15 anni in Italia, è “molto ortodossa”, ma “integrata”, riferiscono i carabinieri. L’uomo veste all’occidentale e lavora occasionalmente nel mondo edile. In famiglia lavorano anche la moglie (che porta lo hijab, il velo sul capo che lascia scoperto il viso) e il figlio.

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