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Ha cominciato da bambina alla Mediterranea, piscina del Comune di Taranto ma data in gestione a privati, e ha bruciato tutte le tappe fino all’argento iridato: Benedetta Pilato, nuotatrice tarantina appena 14enne, è la vera rivelazione azzurra dei mondiali di Gwangju.

“Nuota con l’innocenza dei 14 anni, è una donna con un corpo da bambina”, ha detto di lei la collega ranista, Martina Carraro, arrivata quinta nella finale.

Un record ‘Benny’ lo aveva già stabilito: è l’atleta italiana piu giovane che abbia mai preso parte ai Mondiali poiché Federica Pellegrini aveva 14 anni e 11 mesi quando debutto in staffetta nel 2003. Quei suoi capelli bicolore, una metà castana e l’altra metà bionda ossigenato, sono però l’unica concessione al suo essere ancora un po’ bambina.

 

 

Che fosse una stella destinata a brillare nel nuoto mondiale lo si era capito già a fine 2018, quando ad appena 13 anni aveva preso l’argento sui 50 rana ai campionati italiani open di Riccione in vasca corta.

Agli Europei giovanili di Kazan 2019 era arrivata l’oro sempre nei 50m rana e l’argento nella 4x100m misti. Al trofeo Settecolli, a giugno, aveva stabilito il nuovo primato italiano nei 50 rana (30”13): terzo crono mondiale del 2019 dietro all’americana Lilly King (29”63) e alla russa Yulina Efimova (29”93). Ora l’argento coreano che la consacra nell’olimpo nel nuoto mondiale.

Tesserata per Fimco sport, Benedetta e specializzata nella rana (50 e 100 metri), allenata da Vito D’Onghia, l’allenatore storico, e da Max Di Vito che, primo trainer di Federica Pellegrini, ha scelto di trasferirsi in Puglia per seguirla da vicino negli ultimi anni.

 

 

Nata il 18 gennaio 2005, Benedetta – 170 centimetri di altezza per 60 chili di peso – risiede a Talsano, una frazione di Taranto.

La mamma è una commessa, il padre è un militare in servizio nella base Maristaer di Grottaglie. Benedetta ha un fratello minore, Alessandro, di 10 anni, che al nuoto preferisce però il calcio.

Per Benedetta, la sua famiglia e rifugio e punto di riferimento costante nei sacrifici di un’atleta che vive l’adolescenza in modo particolare tra allenamento e studio quotidiano, come lei stessa ha raccontato.

A Taranto frequenta il liceo scientifico Maria Pia. E’ avanti di un anno e ha concluso il primo anno con la media del nove. (AGI)

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