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“Beppe era un poliziotto dal cuore immenso. Quando sulla strada avevi bisogno, lui c’era”

Ancora una volta la Polizia di Stato piange un suo fedele servitore morto durante il servizio. Oggi piangiamo Giuseppe Beolchi, poliziotto 45enne in servizio alla Polizia Stradale di Piacenza, deceduto oggi in un incidente sulla A1, nello scontro con un tir.

Ancora una volta, noi riportiamo le notizie sull’accaduto. Raccontiamo. Cerchiamo di conoscere questa persona che, purtroppo, ahinoi, fino a ieri, fino a prima del tragico episodio, ci era sconosciuta.

Mai nessun giornalista potrà raccontare e rendere davvero, nel profondo, l’essenza del lavoro di poliziotto. Per questo motivo e per questa sola occasione abbiamo deciso di lasciar spazio a chi Giuseppe lo ha conosciuto da vicino

 

In questura è stato osservato un minuto di silenzio in occasione dell’incontro per gli auguri di Natale con il questore e il prefetto. Quest’ultimo, in segno di lutto, ha anche annullato il ricevimento ufficiale previsto in prefettura per oggi.

 

da IL PIACENZA“Lo avevo soprannominato Ciccio Pasticcio, qualunque cosa toccasse, bonariamente, combinava un guaio”. Così lo ricorda l’ispettore Fabio Pieraccini in servizio alle Volanti di Piacenza, che è uscito a lungo in pattuglia con Beolchi.

“Era davvero una bella persona. C’era sempre, era una sicurezza. Ho lavorato in turno sulla volante con lui per due anni, e quando era il momento, sulla strada, lui era sempre presente. Non si tirava mai indietro. Era una sicurezza”

“Commosso anche il ricordo del sovrintendente Domenico Parrello, in servizio alle Volanti: “Oggi un amico, prima ancora che collega, mi ha lasciato, per sempre”

LEGGI ANCHE: “Arrivava a lavoro, sempre con quel sorriso li, Peppino amava fare il poliziotto. E io me lo voglio ricordare così…”

“Non è uno dei suoi tanti scherzi da buontempone, è la triste, nuda e cruda realtà che abbiamo dovuto accettare senza dire una parola, senza battere ciglio”

“Era un uomo dal cuore immenso: tu avevi bisogno e lui era in prima linea a darti una mano. Ne abbiamo viste tante insieme, ma ora non potremo più ricordare e farci anche qualche risata”.

Pier Paolo Moro, sovrintendente delle volanti di Piacenza, ne sottolinea la grande umanità: “Si faceva in quattro per tutti, aveva davvero un animo gentile e generoso”

“Era un ottimo compagno di lavoro, ti metteva di buon umore, e questo è importante quando lavori su una volante della polizia. Le ore in turno trascorrevano con maggiore serenità”.

Sandro Chiaravalloti, in servizio alla Stradale di Piacenza e sindacalista del Siap: “Le vittime della Polizia di Stato sono purtroppo sempre più numerose”

“Il nostro è un mestiere dedicato agli altri, e oggi piangiamo un altro collega che stava intervenendo per salvaguardare la sicurezza degli altri, grazie a quel senso del dovere che ti porta ad anteporre la vita delle persone alla tua”

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