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Una entusiasmante visita ai Carabinieri da parte di alcune classi elementari di un istituto di Cremona, alla scoperta di un mondo spesso sconosciuto rientrante nel progetto della cultura della legalità per l’anno scolastico 2018 – 2019, diventa per qualcuno motivo di polemica

Siamo a Cremona, è Giovedì mattina (9 Maggio) quando due classi della scuola primaria Trento e Trieste vengono accompagnati assieme alle maestre in visita alla sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona. Come sempre in questi casi (molte sono le iniziative analoghe lungo tutta la penisola, da Polizia a Carabinieri), ai bambini vengono mostrati uffici, mezzi in dotazione, vengono spiegati i ruoli e le funzioni dell’Arma dei Carabinieri.

Si passa da un ufficio all’altro: dalla Centrale Operativa alla “SPIS”, l’ufficio dei fotosegnalamenti. I Carabinieri, come di consueto, illustrano tutte le attività svolte dal corpo con il fine di avvicinare quanto più possibile le nuove generazioni alla cultura della legalità e il rispetto delle regole, fondamentale nel concetto di collettività. E’ la volta dello sfoggio dei mezzi usati nel contrasto alla criminalità su strada, l’incontro con i militari del NORM, il Nucleo Operativo Radiomobile e poi, immancabile, qualche domanda sull’ordine pubblico.

A conclusione, ai bimbi è stata offerta una dolce “merenda” e si è proceduto alla nomina ad honorem di “Carabiniere nel cuore” di tutti i presenti. Una giornata diversa e che i bimbi, siamo sicuri, non dimenticheranno mai.

Ma.. Poi arrivano gli adulti, con le solite interpretazioni e la solita necessità di volgere in negativo qualsiasi visione e opinione non in linea con la loro! E allora le foto fornite dall’Arma e pubblicate dai quotidiani online che hanno pubblicizzato l’iniziativa diventano motivo di scontro e polemica: in particolare, avrebbero fatto storcere il naso alcuni scatti in cui si vedono bambini alle prese con i classici scudi e caschi usati nell’ordine pubblico nel contrasto ai tumulti su strada.

Nello stesso servizio fotografico, ci sono i bimbi alle prese con auto di servizio, una visita ad un ufficio e alla collezione personale di modellini del Maggiore Rocco Papaleo e tanto altro. I bambini, va detto e SOTTOLINEATO, appaiono tutti molto sorridenti, come logico che sia: pensate l’entusiasmo che devono aver provato nello scoprire qualche cosa di nuovo e soprattutto poter avvicinare quella figura che, in un sano immaginario rappresenta IL BENE, LA “PARTE GIUSTA DELLA LINEA”

La polemica

Ma come annunciato sopra, così sembra non pensarla una pagina facebook (di cui non riportiamo il nome perchè non abbiamo alcuna voglia di contribuire a darle notorietà)

Vergognosa l’iniziativa della scuola elementare “Trento-Trieste” di Cremona. Bambini e bambine dai 7 ai 10 sono stati condotti nel comando provinciale dei carabinieri dove le forze dell’ordine hanno preparato loro una giornata dimostrativa sulle dotazioni in uso ai carabinieri, in particolare quelle per il mantenimento dell’ordine pubblico. Le immagini, scattate dallo stesso comando e diffuse a mezzo stampa, mostrano i/le scolari schierati con scudi e caschi, guidati da agenti con il manganello in mano”

E sotto una serie di insulti non solo ai Carabinieri ma alla funzione delle forze dell’ordine. Scrive uno “La cosa raccapricciante è che diviene “normale” insegnare a dei bambini di 7 anni come picchiare la gente in piazza. ACAB” e ancora “Adesso insegnategli a fare il saluto romano,manca solo quello.”

Immancabile un riferimento a Salvini, che per qualcuno risulta una vera e propria ossessione anche in casi come questi in cui davvero non c’entra nulla: “Da insegnante mi permetto di suggerire che i bambini per loro natura assimilano tutto quello che vedono fare agli adulti. Quindi come prima cosa bisognerebbe far vedere loro come si fanno sparire 49 milioni di euro senza fare neanche un minuto di galera”

Naturalmente, dietro questa lettura degli eventi e questa polemica gratuita, forzata ed incessante che caratterizza il nostro tempo, non viene dato spazio alla finalità dell’iniziativa: il senso di collettività, rispetto, bene comune, cultura della legalità, rafforzamento del concetto e del legame tra stato e cittadino.

In questo percorso, numerose sono e continueranno ad essere le iniziative con ogni scuola di ordine e grado: dalle scuole elementari agli istituti superiori. Incontri e dibattiti dove si toccano e si toccheranno temi delicati come stalking, contrasto e difesa dai danni degli stupefacenti, dell’alcool, i rischi del web

Fortunatamente, va sottolineato, sono anche molti i commenti a favore: “vergognosi siete voi. Vi immagino in pasto ai “leoni”, gridando disperatamente il soccorso, ma, bontà vostra, restando soli e senza nessuno che corra in vostro aiuto. Onori ai Carabinieri!”

“Dimostrazione utile, chissà che questa generazione almeno cresca con dei valori e delle regole”

” Iniziativa stupenda…bravissime le insegnanti che hanno organizzato e grandi sempre i nostri carabinieri….da ripetere anche presso l’esercito…..”

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