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ImmagineNizza (Francia) 29 gennaio 2015 – il bimbo si chiama ahmed, ha otto anni e la sua storia è in cima alla classifica degli hashtag di twitter: è stato interrogato dalla polizia dopo che, nel cortile della scuola, aveva lodato i terroristi e si era rifiutato di rispettare un minuto di silenzio in omaggio alle vittime di charlie hebdo. fiume di polemiche sul web: contro la polizia e contro i genitori. Nella sua scuola di nizza si era rifiutato di osservare il minuto di silenzio per la strage di charlie hebdo. e nemmeno aveva voluto partecipare alla manifestazione di solidarietà. e poi, nel cortile della scuola, aveva espresso la sua approvazione e il suo sostegno nei confronti dei terroristi. un comportamento anomalo per ahmed, un bimbo di otto anni, che ha insospettito e preoccupato il preside della scuola, che ha quindi convocato il padre. subito la vicenda ha iniziato a diffondersi su twitter con questo hashtag: #ahmed8ans tweets “>#ahmed8ans, primo dei trending topics in francia. il preside segnala l’accaduto alla polizia lo spiega il commissario marcel authier: il preside ha chiamato il padre per capire come mai un bimbo così piccolo esprimesse posizioni così radicali. e poi ha segnalato l’evento alla polizia senza sporgere alcuna denuncia. la polizia sottopone il bimbo ad interrogatorio e’ stato portato in commissariato, per un’audizione, come un grande. e per mezz’ora, alla presenza del padre, gli hanno chiesto come mai ripetesse quelle frasi. poi è stato interrogato anche il padre, mentre il bimbo giocava. ed è subito risultato chiaro, ha detto il preside, “che il bambino non capiva ciò che aveva detto, non so dove sia andato a prendere quelle frasi”. “cosa vuol dire terrorista?” e’ stato chiesto al bambino. e lui, placidamente: “non lo so”. la denuncia del comitato contro l’islamofobia con un comunicato il collettivo contro l’islamofobia in francia ha denunciato un clima da isteria collettiva in francia e il trattamento “scioccante” riservato al bambino e al padre. in rete, invece, piovono accuse contro la famiglia: “il bimbo – si legge – ripete quello che sente in casa”.

 

Fonte: Rainews

E.R.

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