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DI L.C. PER SOSTENITORI.INFO – Non c’è mai fine alle polemiche per questo governo, almeno in tema di sicurezza. In seguito alle dichiarazioni del Ministro Salvini sull’intenzione di introdurre le bodycam per i poliziotti, escludendo invece l’introduzione dei codici identificativi, la Senatrice Loredana De Petris (Leu) – dopo la ‘brillante’ idea dei corsi di non violenza per le Forze dell’ordine – ne ‘spara’ un’altra.

Ma facciamo un passo indietro. E’ bene ricordare che nell’oramai noto “contratto” del Governo GialloVerde, alla voce Sicurezza si legge infatti:

“Tutti gli agenti che svolgono compiti di polizia su strada, saranno dotati di una videocamera sulla divisa, nell’autovettura e nelle celle di sicurezza, sotto il controllo e la direzione del garante della privacy, con adozione di un rigido regolamento, per filmare quanto accade durante il servizio, nelle manifestazioni, in piazza e negli stadi”.

Alcun accenno, pare, alla più nota e già citata proposta di introduzione di numeri identificativi come invece proposto in 3 diversi ddl presentati in unico testo in Commissione Affari Costituzionali nella precedente legislatura

 

 

La De Petris dunque, intervistata dal quotidiano online Fanpage.it avrebbe commentato così l’introduzione di attività di videofono registrazione: “Questa storia della telecamera è chiaramente una presa in giro provocatoria. Un modo per difendere a priori l’operato delle Forze dell’Ordine, anche nei casi in cui vengono commesse irregolarità”.

E ancora “Si tratta di un provvedimento in contrapposizione con i manifestanti e con i cittadini eventualmente coinvolti in scontri e colluttazioni (…) Sarebbe stata una forma di tutela reciproca, per le forze dell’ordine e per la società civile. E poi è un deterrente per eventuali abusi fuori dalle norme. La proposta della telecamera è tutto fuorché una forma di salvaguardia”

Molto precisa, nel merito, la risposta dell’ ex segretario Generale del Sap oggi neodeputato per la Lega, on. Gianni Tonelli

Senatrice DE PETRIS (LEU), non so se le sue dichiarazioni sulle telecamere su divise e mezzi di servizio delle forze dell’ordine e nelle celle di sicurezza sia fatta in buonafede e quindi frutto di valutazioni sbagliate a causa di mancanza di conoscenza della materia oppure se siano fatte in malafede, strumentalmente perchè l’opposizione deve criticare sempre l’attività di governo.

(…) nell’ambito del TedX di Bologna, è stata infatti elogiata l’idea dell’uso di telecamere non tanto perchè innovazione del pensiero, quanto più innovativa l’idea che nascesse dalle stesse forze dell’ordine in materia di trasparenza

Chi non ha mai voluto le telecamere – afferma Tonelli –  sono i mascalzoni, i professionisti del disordine pubblico, il partito dell’antipolizia, la pseudocultura autoreferenziale italiana che fa riferimento al partito dell’antipolizia e anche alcune colonne in parlamento

 

 

La telecamera – spiega quindi il deputato – non perdona niente a nessuno. Davanti a una proposta del genere: “verità e giustizia”, lei risponde che si tratta di una provocazione? E’ una provocazione solo per chi non rispetta le regole”

“Persino l’ala dura dei NoTav – prosegue – quando mi ci sono confrontato, ha dovuto aprire le mani, perchè questo significa (le riprese n.b.) non perdonare niente a nessuno. Per primi, alle forze dell’ordine, ma poi, chiaramente, ognuno sarà chiamato a rispondere delle proprie  azioni: sia chi porta una divisa che chi manifesta”.

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