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Bollo auto, la Cassazione conferma: arretrati prescritti

La prescrizione prevista per il bollo auto non pagato è di tre anni. Lo spiega in queste ore il dito LEGGO. Questo significa che chi non paga il bollo auto nel 2018 dovrà farlo entro il 31 dicembre 2021.

Una volta scaduto quel termine, l’automobilista può non pagare, ma solo nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate non abbia notificato una richiesta di pagamento.

In quel caso, si legge sul quotidiano  “il cittadino-contribuente, entro 60 giorni, può presentare un’istanza di sospensione. A quel punto, l’Agenzia delle Entrate sarà tenuta a presentare una risposta entro 210 giorni.

Se entro i sette mesi previsti dalla legge non giunge alcuna risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’automobilista sarà esentato dal pagamento”

In caso contrario, però, dovrà provvedere al pagamento o, in alternativa, a fare ricorso presso la Commissione tributaria provinciale.

Leggi anche:  La tassa sui soldi depositati in banca

Il bollo auto può essere pagato in diversi modi: canali di e-banking, agenzie, tabaccai ma anche col sistema digitale di pagamenti pubblici PagoPa. C’è anche il sistema Pago Ora, istituito dall’Inps e collegato anche al circuito Paypal.

Interessante, a tal proposito, anche un articolo del Tempo che racconta un retroscena con sentenza di Cassazione e che riportiamo in parte:

La Commissione tributaria provinciale aveva respinto il ricorso proposto dalla donna contro l’avviso di intimazione di pagamento – arrivato dopo una cartella esattoriale – relativo alla tassa automobilistica dell’anno 2001.

Di parere opposto, invece, era stata la Commissione tributaria regionale, che aveva ritenuto corretto applicare la prescrizione triennale, dando così ragione alla contribuente.

A fare chiarezza hanno provveduto i giudici del Palazzaccio, sancendo che «la tassa automobilistica è soggetta a prescrizione triennale» e aggiungendo che questo termine vale anche quando, come nel caso della signora,

non è stata impugnata nei termini la cartella esattoriale. Di conseguenza, la scadenza dei tre anni va applicata anche alla notifica dell’intimazione di pagamento ricevuta dalla donna.

Questi calcoli hanno sì permesso alla automobilista di vincere la propria battaglia con Equitalia, ma sono anche destinati a fungere da riferimento per tutti gli altri automobilisti italiani che si ritrovano con un bollo auto lasciato per strada negli anni scorsi.

Molti avranno già iniziato fare di conto, calendario alla mano. Beh, meglio tenere presente, comunque, che, in linea generale, una cartella esattoriale ricevuta dopo tre anni e un giorno è da considerare illegittima, ma va comunque impugnata dinanzi ai giudici tributari.

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