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SOS032Bologna, 26 settembre 2013 – La Procura di Caltanissetta si prepara a farlo processare per calunnia contro l’ex capo della polizia, Gianni De Gennaro, tornando in rotta di collisione con i colleghi di Palermo, ma ora anche i pm di Bologna dichiarano fasulle le sue denunce di aver subito minacce e inconsistenti le accuse a uno 007. Massimo Ciancimino incassa un altro colpo, l’ennesimo, ma oggi sarà in aula, al processo sulla trattativa Stato-mafa, per rivendicare la prevalenza del proprio ruolo di superteste. L’indagine bolognese, chiusa dal procuratore Roberto Alfonso e dall’aggiunto Valter Giovannini con una nettissima richiesta di archiviazione, era partita dalle denunce della stesso figlio dell’ex sindaco mafioso, che nella primavera del 2009 aveva detto ai pm di Palermo di avere ricevuto, nella nobiliare e lussuosa casa bolognese della moglie, Carlotta Messerotti, una lettera anonima accompagnata da tre proiettili.

Gli atti erano Stati trasmessi ai pm del capoluogo emiliano, che, all’insaputa del diretto interessato, avevano ordinato di tenere sotto controllo l’ingresso del palazzo (e i citofoni) con una telecamera. Nel giugno 2009 la nuova denuncia di una citofonata di minacce: ma nelle immagini riprese di notte non si vedeva nessuno. Di fronte alla contestazione Ciancimino si era “visibilmente commosso” e subito dopo aveva rilanciato, accusando il dipendente dell’Aisi Rosario Piraino (indagato pure Palermo, per la trattativa), dicendo che era andato a casa sua, sempre a Bologna, il 3 luglio 2009, a dirgli fra l’altro: “Sei una testa di c…, devi pensare a tua moglie e a tuo figlio”. Ancora una volta, però, le telecamere non avevano confermato il racconto di Ciancimino. I pm avevano fatto controllare i cellulari di Piraino, difeso dagli avvocati Nino Caleca e Marcello Montalbano, constatando che non si erano mai agganciati alle «celle» emiliane ne negli ultimi anni. E’ stata anche recuperata la ricevuta, firmata dall’agente dei Servizi, di un acquisto da lui effettuato in un negozio di Palermo, proprio il 3 luglio del 2009. E soprattutto l’indagato si è messo in piedi davanti ai pm : “Io- ha spiegato -sono alto 1.93 e peso cento chili. Questa caratteristica non può sfuggire”. Ciancimino aveva detto invece che Piraino era alto “1,70 – 1,75”.

di Riccardo Arena

da La stampa giornale cartaceo edizione del 26 settembre 2013, come da foto riprodotta.

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