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Ennesima strage di civili nella roccaforte dei ribelli filorussi. L’esercito di Kiev si ritira dall’aeroporto della città. Naufragano sul nascere gli ultimi accordi raggiunti ieri a Berlino

Bombe a Donetsk
22 Gennaio 2015 – Resta altissima la tensione nell’est dell’Ucraina. È di poche ore fa la notizia dell’esplosione di colpi di mortaio a Donetsk nel quartiere di Leninsky. Sono almeno tredici i morti e decine i feriti causati dalla deflagrazione di ordigni nei pressi della fermata di un filobus. Al momento non è chiaro chi possa essere stato l’autore dell’attentato. Il governo di Kiev accusa i separatisti, sostenendo che le loro postazioni si trovavano a soli 15 chilometri dal luogo dell’attentato. I rappresentati dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk puntano invece il dito contro le forze armate ucraine, che avrebbero organizzato l’attentato per far ricadere la colpa sui ribelli.

Il ministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk, Vladimir Kononov, ha affermato poco fa che sono state arrestate delle persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato. Mentre Michael Bociurkiw, portavoce della missione OSCE nell’est dell’Ucraina, ha informato che sul luogo dell’esplosione è stato inviato un gruppo di esperti per effettuare le prime indagini.

Immediate le reazioni dei governi di Mosca e Kiev. Il Cremlino ha comunicato che porrà la questione della responsabilità dell’attentato nel corso della seduta del Consiglio permanente dell’OSCE in programma oggi. Da Kiev il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk ha invece addossato ai ribelli filorussi l’ennesima strage di civili. Si tratta del secondo attentato avvenuto nell’area di Donetsk nell’arco di pochi giorni . Il 13 gennaio vicino alla città di Volnovakha altre 13 persone a bordo di un autobus erano state uccise da un’esplosione.

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Si continua a sparare anche nei pressi dell’aeroporto della città, dove nelle ultime ore i militari dell’esercito ucraino sono stati costretti a ritirarsi dal terminal principale dello scalo. È stato il ministero della Difesa ucraino a confermare la notizia, specificando che sono stati sei i soldati uccisi negli ultimi scontri e sedici i feriti.

vai_allo_speciale_crisi_ucrainaA nulla dunque è servito l’accordo raggiunto nella serata di ieri, mercoledì 21 gennaio, a Berlino dai ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Germania e Francia per la dismissione unilaterale di armi pesanti nelle zone di conflitto nella regione del Donbass.

www.lookoutnews.it

 

A.P.

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