Bonus anti povertà, più aiuti alle famiglie: assegno per 30 mesi

UDINE. Calano i beneficiari, «segno che qualche famiglia comincia a non averne più bisogno», dice l’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca. Ma alla misura di sostegno al reddito (Mia) il Fvg non è certo pronto a rinunciare, tanto che l’assessore valuta come corregge la legge, anche in vista dell’entrata in vigore del nuovo assegno nazionale, «perché il bonus anti-povertà deve diventare una misura strutturale», conferma Telesca.

Oggi il Consiglio regionale discuterà la relazione sulla misura, entrata in vigore il 22 ottobre 2015 e che da subito fece registrare un altissimo numero di richieste, tanto da arrivare a 8.500 in due mesi. Dal 22 ottobre 2015 al 1º settembre 2016 (periodo di riferimento della relazione che sarà oggi sarà discussa in Aula), le domande raggiunsero quota 15 mila 745, corrispondenti a 15 mila 265 nuclei familiari. A rispondere ai requisiti e quindi a beneficiare dell’aiuto sono stati 14 mila 102 famiglie. «Oggi la situazione è diversa – commenta Telesca – e registriamo un calo, seppur minimo, delle richieste che si attestano a 12 mila 500 circa. Ritengo che sia il segno che qualche famiglia comincia a stare meglio e non ne ha più bisogno.

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Vediamo anche che c’è un zoccolo duro che mantiene la necessità della Mia, ma i primi dati ci dicono che arrivano meno richieste di nuovi beneficiari. La nostra volontà – continua Telesca – è far diventare strutturale la misura di sostegno e con gli uffici striamo lavorando per capire come, con quali modalità e dove dobbiamo correggere la norma». Una misura nazionale che s’intreccia con il reddito di inclusione nazionale, voluto dal Governo e che sarà in vigore dal 1º gennaio 2018.

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