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Il crollo della diga di scarti minerari dell’azienda Vale ieri a Brumadinho, nel Minas Gerais, ha lasciato un pesante bilancio di vittime – 34 morti confermati finora, e almeno 296 dispersi- e un gusto amaro di delusione, tre anni dopo un incidente simile a Mariana, nello stesso Stato brasiliano, che è stato il più grave disastro ambientale nella storia del paese.

Secondo le autorità brasiliane, il crollo della diga di Brumadinho ha provocato il versamento di circa 13 milioni di metri cubi di rifiuti minerari, il che equivale a circa il 20% del materiale fuoriuscito dopo il crollo di Mariana, nel 2013.
Ma se il danno ambientale è più ridotto il bilancio di vittime sarà probabilmente molto più pesante. A Mariana, infatti, i morti furono 19, mentre ora agli 11 morti confermati si aggiungono gli almeno 296 dispersi – secondo l’ultima stima dei pompieri di Minas Gerais – mentre il presidente della Vale, Fabio Schvatsman, ha confermato che l’azienda ha perso contatto con 413 dei suoi dipendenti locali dopo il disastro.

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