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I tiratori scelti della polizia brasiliana hanno ucciso l’uomo armato che da ore stava tenendo in ostaggio 18 passeggeri di un bus a Rio de Janeiro, in Brasile. Dal mezzo, secondo i media locali, erano state già liberate sei persone. Il sequestratore era armato di pistola (che poi si è rivelata giocattolo), di un taser e con una tanica di benzina minacciava di dare fuoco al veicolo per farlo esplodere.

L’INIZIO

L’incubo era iniziato circa alle 5.30 del mattino locali (le 10.30 in Italia), quando, appena salito, aveva iniziato a minacciare i passeggeri. Il mezzo è stato fermato su un ponte che collega Rio con la vicina città di Niteroi, subito è stato circondato da agenti della polizia militare e della polizia stradale federale, che come riferisce il sito del quotidiano O Globo, hanno negoziato per ore con il sequestratore. Il traffico, bloccato in entrambe le direzioni, ha causato enormi disagi per la viabilità della stessa Rio.
L’assalitore dell’autobus, rimasto fermo di traverso nella corsia del ponte, sulla Baia di Guanabara, indossava pantaloni neri, una camicia bianca, un berretto e una sciarpa nera con cui nascondeva parte del volto. Era già uscito varie volte dal mezzo per trattare con gli agenti, ma l’ultima volta il dirottatore era sceso dal mezzo puntando una pistola alla testa di un ostaggio, costringendo così gli agenti a fare fuoco, uccidendolo.

IL SEQUESTRATORE

L’uomo armato che per ore ha tenuto in ostaggio i passeggeri di un autobus è stato identificato come William Augusto Nascimento, una ex guardia della sicurezza, non un agente della polizia militare come in un primo momento avrebbero detto alle autorità. L’assalitore, riporta quotidiano, è stato ucciso dallo sparo di uno cecchino, confermano fonti della polizia locale.

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