Bruno Contrada: “Franco Gabrielli mi ha ridato la mia dignità di poliziotto”

“UN GRAZIE AL CAPO DELLA POLIZIA”

L’ex 007 continua a raccontarci quegli anni terribili e spiega: “Io ero un poliziotto: Ma non di quelli dietro la scrivania o negli uffici di qualche dipartimento. Ero in prima linea contro la criminalità organizzata. Ho sempre fatto attività di polizia giudiziaria. Ho sempre fatto lo sbirro. E vedere nel 2007 la notifica di destituzione dalla mia famiglia, perché la Polizia è la mia famiglia è stata più di una coltellata. Mi ricordo che non potevo nemmeno leggere il decreto, che mi sentivo male. Avevo mancamenti. Quel foglio firmato, come atto dovuto, da Antonio Manganelli, era più pesante della sentenza di condanna. Potevo sopportare tutto, ma non che mi venisse tolta la mia divisa”.

“Ora sono grato al capo della Polizia, Gabrielli, per avermi ridato la mia dignità di poliziotto. Continuerò a lottare, perché 25 anni di processi sono un calvario giudiziario che non auguro a nessuno. Ripeto, me ne voglio andare da questa terra senza odio né rancore per nessuno, lasciando ai miei figli e ai miei nipotini come eredità non ville con piscina, macchine lussuose o casseforti o altro. Ma il mio nome pulito. Il mio semplice nome da poliziotto”.

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