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Milano – Un ragazzo di 20 anni, con precedenti per lesioni, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di lesioni gravissime per aver picchiato un 16enne con disabilità cognitive all’interno del parco Nord di Milano. L’aggressione è avvenuta il 27 marzo scorso, e la vittima ha riportato una prognosi di 50 giorni a causa della frattura scomposta della mandibola provocata dai numerosi calci in faccia ricevuti.

Il video di una telecamera di sorveglianza ha restituito tutta la violenza dell’episodio, un pestaggio durato un minuto e mezzo in pieno sole. Mentre il 20enne picchiava l’adolescente, attorno a lui c’erano 5 amici (“due ragazze e tre ragazzi) che hanno assistito senza muovere un dito.

Un aneddoto particolare lo racconta MilanoToday “E il bullo di turno quel mercoledì 27 marzo tra gli alberi e le panchine del Parco Nord, è D. L., un 20enne italiano. Il ragazzo, che si è messo a piangere al momento dell’arresto, è stato giudicato ‘pericoloso per la società’. Incide il fatto che pochi mesi prima, a dicembre 2018, fosse stato indagato per un altro pestaggio per le strade di Monza: in quel caso a restare ferito era stato un minore straniero, massacrato mentre veniva insultato con frasi legate alla sua provenienza e a sfondo razziale”

Un pestaggio incredibile, alla luce del sole e davanti all’indifferenza di molte delle persone che affollavano il parco. Indifferenza che gli stessi carabinieri hanno associato agli amici dell’aggressore, la cui posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria di Monza, che segue per competenza territoriale: per omissione di soccorso e per capire se in qualche modo abbiano preso parte all’assalto. Per il momento sembra che l’unica cosa che abbiano fatto sia stata quella di riconsegnare la bicicletta e gli occhiali al 16enne, mentre questo era ancora ferito a terra.

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