Buoni pasto, via libera al cumulo di otto ticket. Si possono usare anche in agriturismi e mercati

Il decreto pubblicato in Gazzetta e del quale dà notizia Italia Oggi elenca dunque, all’articolo 3, la tipologia di esercizi presso i quali si possono usare i ticket. Vi rientrano quelli legittimati ad esercitare la somministrazione di cibo e bevande; l’attività di mensa aziendale ed interaziendale; la vendita al dettaglio di alimentari, sia in sede fissa che su area pubblica (quindi i mercati); gli spacci aziendali; nei mergati agricoli ed ittituristici; negli agriturismi. Il decreto amplia anche il numero dei prodotti acquistabili.

Per includere infatti le nuove categorie, quali i coltivatori diretti e i mercati, la norma fa ora riferimento alla possibilità di acquistare anche “alimentari e bevande” e non solo prodotti “pronti al consumo”. Trasposto in un supermercato, vuol dire pasta, latte o affini. Resta invece lo stop ad altre categorie, dai detersivi ai pannolini.

Quali sono le caratteristiche dei ticket pasto? Il successivo articolo 4 le chiarisce. Detto della novità principale, il cumulo fino a otto, “sono utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato”. Restano “non cedibili” e non convertibili in denaro e sono “utilizzabili solo dal titolare”. Si possono utilizzare solo “per l’intero valore facciale”, ovvero il valore stampato sul buono stesso e che comprende l’Iva.