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Riforma pensioni, le novità ad oggi. Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite dall’Inps che ha pubblicato l’aggiornamento al secondo semestre 2016 del monitoraggio dei trattamenti pensionistici liquidati, con i dati relativi anche al primo trimestre del 2017, da cui emerge una stazionarietà nell’entità di liquidazioni di vecchia tra quest’anno e quello scorso, mentre “più elevate risultano le liquidazioni di pensioni di anzianità/anticipate nei primi tre mesi del 2017 rispetto al primo trimestre 2016”.La rilevazione è stata effettuata il 2 aprile 2017, e quindi nei prossimi mesi i dati esposti potranno subire delle variazioni in relazione allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.

E’ utile precisare che per il 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2016. Si fa presente inoltre che nel corso del 2017 si conclude il pensionamento previsto con il requisito ridotto di 64 anni e sette mesi, previsto dall’articolo 24, comma 15-bis, della legge n. 214 del 2011. Con riferimento al FPLD, si registra un numero di liquidazioni di vecchiaia nel primo trimestre del 2017 di entità analoga al corrispondente valore del 2016 mentre più elevate risultano le liquidazioni di pensioni di anzianità/anticipate nei primi tre mesi del 2017 rispetto al primo trimestre 2016. Per le gestioni dei lavoratori autonomi le liquidazioni dei primi tre mesi del 2017 risultano decisamente più consistenti rispetto a quelle corrispondenti del 2016 sia per le pensioni di vecchiaia che per quelle di anzianità/anticipate.

Sia per il FPLD che per le gestioni dei lavoratori autonomi si osserva un sostanziale allineamento del numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e anzianità/anticipate rispetto a quello relativo all’ultimo trimestre 2016, vista la staticità nel 2017 di tutti i requisiti anagrafici e assicurativi rispetto all’anno precedente. Tale allineamento si verifica anche per gli assegni sociali liquidati nei primi tre mesi del 2017.

Dall’analisi delle liquidazioni per genere e per distribuzione territoriale non si ravvisano differenze significative tra l’anno 2016 ed i primi tre mesi del 2017. Osservando gli indicatori statistici del primo trimestre del 2017 rispetto a quelli registrati nell’intero anno 2016 si rileva una minore incidenza dei trattamenti di invalidità rispetto a quelli di vecchiaia. Tale andamento è giustificato dai tempi più lunghi di liquidazione delle pensioni d’invalidità oltre che da aumento delle pensioni di vecchiaia. Si assiste infine ad una leggera riduzione dell’incidenza delle pensioni di anzianità/anticipate rispetto a quelle di vecchiaia, con il rapporto tra pensioni di anzianità/anticipate per 100 pensioni di vecchiaia che passa da 98 dell’anno 2016 a 91 del primo trimestre 2017.Questo per quel che riguarda il fondo dei lavoratori dipendenti, mentre per quel che riguarda i lavoratori autonomi, “le liquidazioni dei primi tre mesi del 2017 risultano decisamente più consistenti rispetto a quelle corrispondenti del 2016 sia per le pensioni di vecchiaia che per quelle di anzianità/anticipate”. Nel complesso, invece, il numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e anzianità è in linea con quell dell’ultimo trimestre del 2016, “vista la staticità nel 2017 di tutti i requisiti anagrafici e assicurativi rispetto all’anno precedente”.

Pensioni, le ultime dichiarazioni di Annamaria Furlan.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite da Annamaria Furlan chiede che ci sia un impegno per intervenire sul sistema fiscale, visto che nel Def non si è di fatto compiuto alcun passo in avanti significativo sulla riduzione delle tasse. Secondo quanto riporta l’Ansa, il Segretario generale della Cisl, a margine del congresso sardo del sindacato, ha spiegato che intende proporre a Cgil e Uil un’iniziativa comune “perché la riforma del fisco diventi un obiettivo perseguibile e raggiungibile. Il 70% delle nostre imprese, infatti, lavora per i consumi interni: se non rendiamo più robuste le buste paga e le pensioni i consumi interni non decollano”.

Pensioni di garanzia, le ultime news.

I sindacati premono anche per la pensione di garanzia per i giovani nel contributivo puro. Lo ricorda in una nota la Cgil che, durante un forum organizzato dalla redazione di Rassegna Sindacale, ha fatto il punto delle proposte che saranno discusse con il Governo in vista della ripresa del confronto tra governo e sindacati, la cosiddetta “fase due”, prevista per il 4 maggio. Nasce la proposta della Cgil della “pensione contributiva di garanzia”, uno strumento previdenziale in grado di garantire, appunto, assegni compatibili con una vita dignitosa, declinata, tuttavia, in maniera diversa rispetto a quanto proposto dall’Onorevole Damiano nella Pdl 2100 dello scorso anno (che prevede, come noto, una pensione di 450/500 euro garantita dallo Stato a cui aggiungere quella basata sui contributi versati dal lavoratore).

L’idea proposta dal sindacato parte dal presupposto che la misura del trattamento pensionistico non possa mai scendere sotto una determinata soglia e in tal caso deve intervenire lo Stato con un’integrazione, una garanzia, appunto. Riguarda tutti coloro che hanno iniziato a lavorare con il sistema contributivo nel 1996 e che andranno in pensione dal 2040, con 44-45 anni di anzianità e 69 anni d’età sia per gli uomini che per le donne, anticipabile fino a 66 anni se godono di un assegno alto. Ad esempio, se si è stati attivi per 42 anni, quando si arriva a 66 anni d’età la pensione non potrà mai essere al di sotto dei 900 euro al mese. L’obiettivo è ottenere il 60 per cento dell’assegno pensionistico del salario medio di una persona vicina al pensionamento, che era poi lo stesso del protocollo sul welfare del 2007. Tradotto in cifre, circa 15mila euro l’anno, cioè 930 euro mensili (netti).

Riforma pensioni, fase due: le ultime news ed il punto della settimana di Orietta Armiliato.

Le ultime news sul fronte riforma pensioni, fase due, cumulo e previdenza femminile vengono fornite da Orietta Armiliato, del Comitato Opzione donna social, nel consueto punto della settimana appena trascorsa.”Carissime, l’unica definizione per sintetizzare la settimana appena trascorsa é NERVOSA, complice senza ombra di dubbio il clima politico che coinvolge l’Italia, essendo in ballo il destino del maggior gruppo politico del nostro paese- sottolinea la Armiliato nel suo post. “Detto questo, siamo anche in attesa dell’avvio della Fase2, che ha in programma il suo appuntamento per il prossimo giovedì 4 Maggio, dove si inizierà a parlare dei temi di nostro diretto interesse.

Una notizia di questi giorni che ha innescato discussioni é stata quella di rendere gratuito il riscatto della laurea per la generazione dei nati dal 1980 al 2000, proposta dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta e, questo, é quanto ha dichiarato al forum dei commercialisti tenutosi all’inizio della settimana :” la mia proposta è quella di fiscalizzare il periodo contributivo legato agli studi universitari’” chiaro é lo scopo, ovvero assicurare ai giovani un minimo di continuità contributiva in considerazione del fatto che i percorsi lavorativi sono sempre più discontinui e spesso con fasi trascorse senza versare contributi per mancanza di impiego. Naturalmente non sono mancate le polemiche, di cui la più gettonata é stata quella, per la verità poco edificante, che suona più o meno così :”e allora noi che abbiamo pagato?” e lascio a voi ogni conseguente considerazione.

Il tema della discontinuità lavorativa, é materia ben conosciuta al nostro Comitato che sta lavorando e sostenendo da sempre il tema della flessibilità previdenziale tanto che ne ha fatto suo l’obiettivo, una flessibilità che possa permettere l’accesso anticipato alla quiescenza da parte delle donne, platea che da sempre é stata vittima di questo genere di problema addebitabile al ruolo, spesso triplice, che svolge ovvero identificabile facilmente fra lavoratrice/figlia/madre con tutto ciò che ne deriva e che è collegato a quello che viene comunemente definito come “lavoro di cura”, compito gravoso cui sono sottoposte praticamente tutte le donne, ma che non trova una quantificazione in termini “remunerativi” e di cui, altra espressione, é la nostra più che legittima rivendicazione del CUMULO GRATUITO DEI CONTRIBUTI per accedere alla misura dell’Opzione Donne dove, appunto, le più penalizzate da contratti spot sono state le donne”.

Cumulo gratuito, le ultime news ad oggi 1 maggio 2017.

Sulla tematica del cumulo gratuito, la Armiliato riprende le parole dell’onorevole Anna Giacobbe:«Importanti parole su questa tematica, sono state spese dall’On.Anna Giacobbe (PD) membro della Commissione Lavoro alla Camera, in una nota pubblicata in questi giorni della quale riporto solo un piccolo ma significativo passaggio: “Soprattutto le donne continuano ad essere in credito verso un sistema che non riconosce più il peso del lavoro di cura che soprattutto loro ancora si sobbarcano.” Il passo é in riferimento alle condizioni che vigevano per il pensionamento delle donne, prima dell’avvento del decreto Salva Italia che comprende la riforma Monti-Fornero.

Vorrei sottolineare che questo Comitato é l’unico esistente sui Social che si occupa di questa tematica, tematica importante che può davvero aiutare le donne ad anticipare la quiescenza ma questione sulla quale già si é perso troppo tempo per “correre dietro” ad altri desiderata, vedi la proroga al 2018 di Opzione Donna, tema del quale preferirei non parlare ma che, stando alle ultime novità, non posso fare a meno di citare, essendo stata programmata nella seduta in Commissione al Senato di giovedì 4 Aprile pv. l’interrogazione D’Adda – Atto n. 3-03606 (in Commissione) Pubblicato il 22 marzo 2017, nella seduta n. 790, dove la Senatrice interroga il Governo sull’istituto dell’Opzione Donna ponendo questi due quesiti: se i previsti monitoraggi annuali siano stati effettuati e quali siano gli esiti; se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di riprendere, nelle forme che riterrà opportune, la sperimentazione di “opzione donna” accanto e insieme ad altre soluzioni previdenziali.

Un’altra iniziativa della quale siamo venute a conoscenza questa settimana e che riporto solo per dovere di cronaca poiché mi ha indispettita ed irritata pesantemente, é stata quella di assumere l’impegno a sostenere la Proroga dell’Opzione Donna nonché il suo permanente inserimento nel panorama previdenziale, da parte di uno dei candidati alle primarie del Partito Democratico, Michele Emiliano (attuale Presidente della Regione Puglia in carica dal 26 giugno 2015, mantenendo in aspettativa il suo incarico nella magistratura e già sindaco di Bari dal 2004 al 2014).Davvero un’improbabile promessa che devo chiamare con quello che è a mio avviso il suo vero nome, ovvero “marchetta elettorale” per altro in “zona Cesarini”, fatta solo ed esclusivamente per piaggeria sulla pelle delle donne.Come sempre, ragioniamoci e poi discutiamone insieme».

Inps, lavoro, voucher: le ultime dichiarazioni di Patrizia Maestri.

Le ultime news sul fronte lavoro, vengono fornite dall’onorevole Patrizia Maestri che commenta gli ultimi dati Inps sull’occupazione:“I dati forniti dall’Inps nella periodica rilevazione dell’osservatorio sul precariato meritano un’attenta riflessione per non incorrere in giudizi sommari e inappropriati. Sul fronte occupazionale il saldo tra assunzioni e cessazioni a tempo indeterminato è positivo anche se in forte calo rispetto al 2015 quando ancora vigevano generosi sconti fiscali per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (18.584 nuovi posti di lavoro contro i 135.734 del 2015)”.

Secondo la deputata Pd Patrizia Maestri della Commissione Lavoro della Camera “l’incremento del 15% dei licenziamenti disciplinari per giusta causa o giustificato motivo soggettivo (+1.549 casi) merita invece una riflessione: nelle scorse settimane, come prima firmataria, avevo presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro dalla quale era emerso, come i dati dell’Inps confermano, che a fronte di questo incremento si registra una quasi corrispondente riduzione delle dimissioni volontarie dovuta all’introduzione della procedura online per il contrasto alle dimissioni in bianco”.

“Torniamo a chiedere – ha sottolineato la Maestri – al Ministro Poletti e all’Inps di rendere disponibili i dati sui licenziamenti dei lavoratori assunti con il jobs act (quindi senza la tutela dell’art. 18) perché solo così sarà possibile compiere un’analisi razionale e seria della riforma del lavoro, a due anni dalla sua approvazione e valutare quindi le modifiche necessarie alla disciplina sui licenziamenti. Infine sui voucher: il boom di acquisti nelle prime decadi di marzo, antecedenti al decreto che li ha aboliti, rende ancora più urgente la convocazione di un tavolo di confronto tra il Governo e le parti sociali e datoriali per la condivisione di una nuova disciplina del lavoro accessorio capace di coniugare i diritti dei lavoratori con le esigenze delle famiglie e delle imprese”.

knews

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