Calcio in lutto: se n’è andato Mario Corso, il “piede sinistro di Dio”

Il fenomenale mancino della Grande Inter era ricoverato in ospedale: avrebbe compito 79 anni ad agosto

Il veronese è morto ieri, dopo giorni di ricovero in ospedale. E se ne va così un altro dei campioni della Grande Inter, che negli anni Sessanta vinsero tutto. Trequartista, prima che il termine esistesse, Corso fu definito da Gianni Brera con un gioco di parole “il participio passato del verbo correre”.

Un fulmine a ciel sereno, che ha colto di sorpresa non solo gli interisti, ma tutto il mondo del pallone. Corso è considerato uno dei grandi del nostro calcio e con le sue giocate ha contribuito a fare grande l’Inter di papà Moratti.

Con Sarti, Picchi, Facchetti, Peirò, Tagnin, Milani, Landini, uno squadrone di campioni, con un piede mancino che riusciva a disegnare traiettorie magiche, le “foglie morte”

“Siamo stati bravi, ma ci ha battuti il piede sinistro di Dio”. Era il 15 ottobre 1961, il piede divino che aveva castigato Israele era proprio quello Mario Corso. Le parole furono di Gyula Mándi, commissario tecnico della nazionale israeliana.