Camorra: abusi edilizi, 3 arresti e 28 mln sequestrati

SOS1308460Napoli, 24 ottobre 2013 – I carabinieri di Napoli hanno arrestato 3 persone per associazione di tipo mafioso, costruzione di opere edilizie senza autorizzazione e falsita’ materiale e ideologica in atti pubblici, reati aggravati da finalita’ mafiose. Le indagini che hanno portato all’emissione della misura cautelare hanno accertato numerose speculazioni edilizie messe in atto da societa’ controllate dal clan dei Polverino, con l’acquisizione di terreni e fabbricati e l’edificazione a Marano di Napoli di complessi residenziali, sulla base di autorizzazioni o concessioni emesse con false attestazioni di conformita’.

Le misure cautelari riguardano due imprenditori e un amministratore di societa’ edile tra loro imparentati e, secondo quanto si e’ appreso, nell’inchiesta ci sarebbero anche diversi indagati tra cui dipendenti comunali.
Le indagini dei militari dell’Arma hanno riguardato diversi complessi edilizi residenziali che sarebbero frutto di abusi edilizi progettati da uno dei clan piu’ potenti di Napoli; al boss Giuseppe Polverino, infatti, nel 2012 fu sequestrato un patrimonio da un miliardo di euro e, di recente, su mandato della Procura, si sta procedendo alla demolizione di una lottizzazione abusiva sulla collina dei Camaldoli, utilizzata anche per residenze della famiglia.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i militari dell’Arma hanno eseguito anche un sequestro di beni per 28 milioni di euro nell’ambito dell’indagine. I beni sono riconducibili agli imprenditori arrestati Antonio Simeoli e i figli Luigi e Benedetto. Sigilli a due complessi immobiliari residenziali e altri 56 appartamento e 150 box auto e depositi a Marano; quote societarie e beni patrimoniali di due imprese edili (Laura sas e Sime Costruzioni); quattro appezzamenti di terreno per complessivi 4.000 metri quadrati; cinque autocarri.