Canapisa, dove erano sindaco, prefetto e questore?

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Dove erano il sindaco, il prefetto e il questore di Pisa durante il Canapisa? Hanno visto ciò che accadeva in centro? Si sono resi conto che i pisani la manifestazione dell’antiproibizionismo non la vogliono e che da 15 anni chiedono incessantemente che sia vietata in una città che vive di turismo e che, durante l’evento, si trasforma in un rave a cielo aperto? I negozianti sono costretti a chiudere i propri negozi per paura di quello che potrebbe accadere, i turisti fuggono spaventati, facendosi dell’Italia un’idea fuori dal reale. E che dire dei cani abbandonati che le associazioni di volontari, dopo la manifestazione, sono costretti a rincorrere per le vie del centro? E ancora della spazzatura lasciata per strada? Forse sarebbe il caso che le tre massime cariche cittadine si rendessero conto che il Canapisa, oltre che il festival dell’illegalità, è soprattutto il festival della brutta faccia di Pisa. Stavolta ci è scappato il malore di una ragazza. Si dovrà aspettare il morto perché si possa capire che certe carriere non sono legate al consenso delle amministrazioni pubbliche, ma all’operato per la pubblica sicurezza? Dove si andrà a finire se anche chi deve garantire l’incolumità dei cittadini resta inerme davanti al l’illegalità solo per accontentare amministratori scellerati e senza buonsenso? Una riflessione, questo è certo, chi di dovere la dovrà fare. E alla svelta. Le prime reazioni politiche, peraltro, iniziano ad arrivare.
Indagare gli organizzatori della manifestazione “Canapisa” e coloro che hanno dato i relativi permessi, per i danni causati alla ragazza fiorentina di 22 anni ricoverata in gravi condizioni a Cisanello per abuso d’alcol e droga dopo aver partecipato alla kermesse antiproibizionista a Pisa. È quanto chiede il candidato vicegovernatore della Toscana e capolista fiorentino di Fratelli d’Italia-Liste Civiche con Giorgia Meloni, Giovanni Donzelli, che oggi punta l’indice su chi ha permesso che la manifestazione avesse luogo. “L’episodio – spiega – è il frutto della tolleranza con cui gli enti locali hanno permesso agli organizzatori di allestire un evento esplicitamente correlato al consumo di sostanze stupefacenti. Tutti sapevano che ‘Canapisa’ si sarebbe concluso con un rave party a cielo aperto, e lo dimostra il gran lavoro effettuato dalle forze dell’ordine. Ma il problema è a monte: pur di cercare di intercettare il voto dei giovani toscani, qualcuno negli enti locali ha preferito legittimare ancora una volta lo sballo, pur sapendo che così si distrugge un’intera generazione di ragazzi. Ecco perché – conclude Donzelli – chiediamo che le autorità indaghino gli organizzatori di Canapisa e il Comune di Pisa, e che gli enti locali smettano una volta per tutte di guardare dall’altra parte e si assumano le proprie responsabilità, iniziando col negare ogni appoggio ad eventuali prossime edizioni della manifestazione”.

di Chiara Giannini

Roma, 25 maggio 2015

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