Condividi

Aveva deciso di compiere un piccolo gesto di altruismo e solidarietà, come quello di sfamare una cagna randagia che aveva appena partorito e per questo è stata brutalmente aggredita. E’ successo nelle scorse ore in provincia di Catania, a Pedara, la vittima è una agente di polizia. A parlare dell’accaduto, avvenuto intorno alle 9.30 nella zona Tardaria, è Angelica Petrina, rappresentante etnea della Lega anti-vivisezione (Lav): “Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà alla signora – dichiara Petrina -. Ha subito la frattura di una costola solo per essere intervenuta a sfamare i randagi. Mi hanno detto ne avrà per 15 giorni”.

Non solo: la poliziotta si è vista anche rimproverare da un consigliere comunale. L’aggressore, secondo quanto si legge su alcuni giornali online, sarebbe una familiare di un rappresentante dell’amministrazione comunale. A esprimere solidarietà all’agente è anche Enrico Rizzi, presidente del Nucleo operativo italiano tutela animali onlus, con un messaggio sulla pagina Facebook dell’associazione.

La poliziotta dopo l’aggressione è stata accompagnata al pronto soccorso da una collega. Il Noita ha condannato con fermezza l’accaduto: “Un fatto inaccettabile e vergognoso, da punire nelle sedi giudiziarie competenti. Siamo vicini alla poliziotta e vogliamo offrirle tutto il supporto necessario. Successivamente chiederemo al sindaco di Pedara, Comune noto a tutti per gli innumerevoli randagi presenti sul territorio, cosa sta facendo per fermare l’annoso fenomeno del randagismo e contestualmente chiederemo all’Assessorato Regionale competente, di intervenire con la propria Asl veterinaria”.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteBlocco di cemento da un ponte dell'autostrada, automobilista colpito muore sul colpo
Prossimo articolo"Con noi deve rigare dritto": quando i Casamonica avvertivano Salvini. "La pacchia è finita!"