Capitano Ultimo “restituito” dai Servizi all’Arma: “Venuto meno rapporto fiducia”

Gli 007 collaboravano (di nascosto) con inchiesta Consip. Per l’Agenzia che si occupa di controspionaggio aver saputo dalla procura di Roma che alcuni suoi agenti continuavano a collaborare segretamente, è il caso di dirlo, con l’indagine di Napoli che aveva coinvolto esponenti del governo (come il ministro dello Sport Luca Lotti), tirato in ballo il papà dell’ex premier, Tiziano Renzi, indagato il comandante dell’Arma Tullio Del Sette (che lo stesso Scafarto non si sa sulla base di quali elementi voleva intercettare) è stato un evidente danno di immagine. E quando i vertici del comparto intelligence lo hanno saputo, sono andati su tutte le furie. Hanno convocato gli interessati, alcuni – non si sa quanti – hanno ammesso.

A quel punto è venuto meno il rapporto di fiducia tra loro e i vertici. Dal punto di vista formale, è stata seguita la strada della richiesta di tutti gli ex militari del Noe di tornarsene all’Arma, con la contestuale accettazione della domanda. Dal punto di vista della sostanza, non ci sarebbero state alternative, visto che la loro presenza nei servizi era diventata incompatibile e insostenibile.

Non è dato sapere al momento se questo loro comportamento (collaborare di nascosto a una indagine della magistratura per un agente segreto è vietato dalla legge) possa configurare un reato penale e dunque l’avvio di una indagine presso la procura di Roma. Quel che è certo è che, essendo tutti ex carabinieri, sono giocoforza rientrati nei ranghi del corpo di appartenenza. Quale sarà qui la loro destinazione? “No comment” è la risposta dell’Arma.

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